La richiesta di aiuto di Mario
«Mi serve una carrozzina elettrica»

Era l’11 febbraio 2010. Mario Calcagno era una guardia giurata all’epoca. In quella notte, fredda e piovosa, accusò un improvviso colpo di sonno mentre era in servizio e la sua auto uscì fuori strada. Quell’incidente cambiò per sempre la sua esistenza. Da allora questo sessantenne di Ponte San Pietro si muove solo con l’ausilio di una carrozzina. È invalido al cento per cento, è affetto da artrosi, diabete e a fatica riesce a spingere la sua sedia a rotelle. Così ha chiesto all’Asl di averne una elettrica, ma invano. A mettergli il bastone fra le ruote una trafila burocratica farraginosa e alcuni cavilli normativi. «Nel 2014 avevo fatto domanda al distretto dell’Isola Bergamasca per ottenere una carrozzina normale a spinta, la stessa che utilizzo tuttora. Col passare del tempo, però, le mie condizioni di salute si sono aggravate. Sono in cura con la neurologa, il reumatologo e anche con la dietologa perché mi è venuto il diabete. Prendo più di venti pastiglie al giorno, sono tante, hanno un costo elevato. Ho rovinato le cuffie delle spalle e ho dolori alle mani a forza di spingere la carrozzina. Ho anche problemi di distrofia muscolare, la stessa malattia per cui è morto mio figlio all’età di soli undici anni. Pure mia moglie è malata, ha l’asma, avrebbe bisogno di protesi alle ginocchia, e non riesce ad aiutarmi come vorrebbe. Abbiamo l’auto per i disabili, ma senza un aiuto esterno io da solo non ce la faccio».

Nel 2015 Calcagno aveva inoltrato una domanda all’Asl per ottenere una carrozzina elettrica, ma il direttore del distretto dell’Isola Bergamasca Fausto Alborghetti l’aveva respinta con le seguenti motivazioni: «Ho potuto appurare come mai, dalla prima valutazione disponibile in ambito di invalidità civile del 1985 all’ultima del 10 settembre 2014 le siano stati riconosciuti deficit relativi alla sfera della deambulazione. L’ultima valutazione agli atti le riconosce un punteggio del 75 per cento per la sindrome delle apnee nel sonno notturna in obesità, diabete mellito Nid, deficit articolare alla spalla destra per periartrite, sindrome ansiosa depressiva. Risulta viceversa che sia stato riconosciuto dall’Inail di Bergamo un danno per infortunio sul lavoro subito il 10 febbraio 2010 con postumi invalidanti inerenti la sfera della deambulazione». In conclusione, secondo Alborghetti, all’epoca «non sussisteva alcuna possibilità di rispondere positivamente alla richiesta di Calcagno per…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 28 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 8 novembre. In versione digitale, qui.

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.