Moto a tutto gas in via Beltrami
E i residente adesso dicono basta

«Nel tratto compreso tra la curva a gomito all’altezza della scuola Ghisleni e il bivio con via Castagneta, la strada si apre in due ampie curve pianeggianti: un invito, soprattutto per i motociclisti, a dare fondo al desiderio di una guida sportiva a velocità che raggiungono anche i 50/70 chilometri orari». In zona trenta, si intende. Queste parole sono contenute in una lettera che un cittadino residente in via Beltrami ha inviato a Oscar Salvati, responsabile del Servizio mobilità e Trasporti del Comune di Bergamo, lettera redatta «informalmente anche a nome degli altri residenti in via Beltrami», come specifica il mittente, dichiarandosi disponibile ad avviare, se necessario, una raccolta firme. Insomma, il punto è semplice: in una zona molto trafficata, in cui i conducenti hanno la «sensazione di essere ormai fuori dal centro abitato», i veicoli corrono. Troppo.

La lettera continua: «Questo fatto costituisce un serio problema di sicurezza per via della scarsa visibilità in un tratto di strada dove ci sono proprietà private con garage che aggettano direttamente sulla strada: non è raro vedere moto e auto che sopraggiungono a velocità eccessivamente sostenute trovarsi a dover inchiodare a fronte di autovetture che stanno manovrando da e per le proprietà private». Un problema che viene evidenziato anche da altri cittadini. Gaia Bonacina, nutrizionista residente in via Borgo Canale, sottolinea la preoccupante situazione che vede coinvolta nello specifico la scuola di via Ghisleni, e cioè una delle sedi dell’I.C. Donadoni: «La situazione è effettivamente pericolosa. La carreggiata è molto stretta in quel punto e, per contro, il flusso di veicoli è molto intenso. L’esempio più lampante si verifica nell’orario di entrata a scuola, in cui oltre ai disagi legati agli ingorghi che si creano fuori dall’ingresso, bisogna fare i conti anche con il resto del traffico; bisogna considerare, per esempio, le persone che, in quell’orario, utilizzano la Castagneta come bretella per passare dalla zona di Sorisole al centro di Bergamo».

Molti genitori fanno scendere i bambini nei pressi della scuola, sostando alle volte a cavallo tra marciapiede e strada. Per tornare indietro, raggiungono l’estremità della via, fanno inversione e ri-scendono, di nuovo verso la scuola. Una situazione molto pericolosa, una serie di disagi e di fattori di rischio che si accumulano in un unico punto critico: «Una volta – spiega Gaia Bonacina – un veicolo era posteggiato sul marciapiede, ma il conducente si era scordato il freno a mano. Stava per essere investito un bambino». Insomma, stando a sentire i residenti di quelle zone vicine alle strade di scorrimento di Città Alta, il problema è diffuso e…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 6 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 14 marzo. In versione digitale, qui.

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