Ospedale, nuovi spazi a oncologia
Ormai è una questione di dignità

C’è chi aspetta anche tre o quattro ore. Soprattutto di mattina, la sala d’attesa del reparto di Oncologia dell’Ospedale di Bergamo è davvero presa d’assalto. Bicchiere mezzo pieno: significa che Bergamo è un’eccellenza nelle cure contro il cancro (e infatti in molti vengono qui a curarsi anche da fuori); significa che oggi il cancro può essere combattuto e spesso sconfitto (molti dei presenti lottano da diversi anni contro tumori che fino a qualche manciata di anni fa erano sinonimo di morte). Bicchiere mezzo vuoto: le diagnosi di cancro sono sempre più numerose, e se qualcuno la chiama “malattia del secolo” un motivo ci sarà. Una tendenza che continuerà verosimilmente ad aumentare, fortunatamente in maniera direttamente proporzionale allo sviluppo di cure e terapie sempre meno invasive e sempre più efficaci.

Per continuare a essere un’eccellenza, per continuare a rendere fondate e giustificate le speranze dei tantissimi malati di cancro che ogni giorno si curano a Bergamo, è necessario fare in modo che le strutture si adeguino alla crescita dei pazienti. Non ci sono colpevoli, per ora: quando venne messo a punto il progetto per l’ospedale le statistiche sul cancro probabilmente permettevano di rimandare l’edificazione di una torre dedicata esclusivamente all’oncologia. Oggi però basta “buttare l’occhio” nella sala d’attesa per rendersi conto immediatamente della situazione che presto potrebbe essere davvero emergenziale. Niente allarmismi: le cure sono efficaci, il personale medico per ora sembra reggere, anche se c’è chi lavora anche abbondantemente fuori orario per gestire l’enorme flusso di persone che soprattutto di mattina, appunto, si recano nel reparto di oncologia. Ma l’ospedale sembra sulla strada della saturazione. E non è solo questione dell’oncologia: è sufficiente recarsi…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 5 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 21 febbraio. In versione digitale, qui.

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