Sveglia alle 5 e coincidenze saltate
La dura vita di chi passava dal ponte

Quello che era un pertugio, molto stretto, lungo l’invalicabile barriera della valle dell’Adda, s’è trasformato in un cul-de-sac. Da spiraglio di luce a serratura chiusa a doppia mandata. Come tutti i muri (perché questo è diventato il caro vecchio San Michele) si fa sempre più odioso man mano che ci si avvicina, che si finisce sotto la sua ombra un po’ minacciosa. Ma la vita va avanti e una soluzione bisogna trovarla. La prima, proposta da Rfi, è costituita dalle navette. 45 minuti in più per arrivare al lavoro o a scuola ogni mattina sono una mazzata tra capo e collo che stordirebbe anche un bisonte. Eppure qualcuno è costretto a scegliere questa opzione. L’edicolante di Paderno mostra la tabellina con gli orari dei treni e, sotto, quelli del nuovo servizio autobus. Si legge: «I bus sostitutivi osserveranno i seguenti orari di partenza: da Calusco verso Paderno ogni ora al minuto 45, dalle 5.45 alle 22.45 (a esclusione delle 10.45). Da Paderno verso Calusco al minuto 12, dalle 6.12 alle 23.12».

Poi bisogna vedere come si accordano questi orari alle partenze dei treni, quanto sono oliate le nuove coincidenze. Non sembra andare malissimo, nel senso che non si dovrebbero creare attese lunghissime nelle due stazioni, soprattutto per chi va verso Milano. In direzione opposta c’è il treno delle 8.14 solo nei festivi che è una vera disdetta. Se prendo il pullman alle 7.12 da Paderno, arrivo verso le 8 a Calusco, ma devo aspettare fino alle 8.44 per avviarmi verso la città. In tutti gli altri casi l’attesa è “solo” di un quarto d’ora, dopo i tre quarti passati sul pullman. Diventano quasi inutili i treni mattutini della mezz’ora, che in realtà non sono poi molti: a parte quello delle 8.44, c’è il 7.44 da Calusco a Bergamo e i 6.18, 7.18, 8.18 da Paderno a Milano. Una soluzione lenta dunque, lentissima, ma priva di costi aggiuntivi. In questi casi la coperta è sempre corta: se tiri da una parte, per risparmiare, ti scopri dall’altra, perdendo ore di sonno. Al ritorno le coincidenze si giocano su pochi minuti: i treni arrivano a Paderno ai minuti 7 e 37 di ogni ora, quindi prendere il pullman del minuto 12 diventa una sfida di puntualità. Più realistico puntare a quello della mezz’ora dopo. Stesso problema per l’altra direzione: si arriva a Calusco al minuto 41 e la navetta parte al minuto 45. Ma in questo caso non ci sono i treni della mezz’ora quindi si prospettano attese di circa un’ora sotto la torre Italcementi.

Se poi uno sceglie, masochisticamente, la combo treno-navetta-treno, potrebbe quasi passare l’intera giornata perso nel limbo dei trasporti. Impensabile farlo da Bergamo verso Milano (c’è la ferrovia via Pioltello, vedi oltre), ma non vorremmo essere nei panni di chi abita, per esempio, a Sesto o Monza e lavora a Bergamo. La trafila potrebbe essere: Monza (7.19) – Paderno (7.37) – Navetta (8.12) – Calusco (9 circa) – Bergamo (9.40). Senza contare i possibili (probabili) ritardi di ogni tratta. Insomma, meglio licenziarsi, o fare la patente, o comprare una macchina, o prendere un taxi. Per chi proprio vuole farsi del male, da mercoledì 19 c’è…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo alle pagine 4 e 5 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 27 settembre. In versione digitale, qui.

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