Ad Astino spunta lo chef a tre stelle
Scuola di cucina con Niko Romito

Se ne parlava da tempo. Ora ci sono i primi dettagli dell’operazione che darà un’ulteriore e prestigiosa nuova funzione all’ex monastero di Astino: la Scuola d’Alta Cucina. Che avrà corsi di lunga durata e master, ma anche focus trimestrali a tema. Capofila del progetto è la Pentole Agnelli, a cui spetta ora però il compito di raccogliere intorno al nucleo di partenza, e alla società che verrà costituita per l’occasione, un nutrito gruppo di finanziatori e sponsor. Lo scrive oggi il Corriere della Sera Bergamo: si sottolinea l’importanza di dare sostenibilità economica a un’impresa che contemplerà un investimento iniziale di qualche milione di euro per un programma di spesa ricco di punti; non ultime, le attrezzature e le dotazioni multimediali. Per questo, ai corsi specialistici di lunga durata (con tanto di frequenza giornaliera, secondo quanto previsto dal piano redatto dall’Università di Bergamo), è stata ipotizzata la possibilità di avere corsi di più breve durata con focus sulla panificazione, il banqueting, l’alta pasticceria o su altri elementi di un mondo che oggi come non mai conosce tutto un fiorire di segmenti. Molto di moda, seguiti e di successo.

Il progetto formativo. C’è il nome di chi firmerà il progetto formativo. E che nome: lo chef tristellato aquilano Niko Romito, chiamato dalla Fondazione Mia, proprietaria dell’ex monastero. A Castel di Sangro, proprio accanto al suo pluripremiato ristorante Reale Casadonna, Romito ha fondato nel 2011 un nuovo centro di alta formazione gastronomica, realizzato con l’apporto scientifico dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche e quello dell’associazione Slow Food Italia. Una scuola fatta di tanta tecnica, ma anche di teoria e cultura. Con workshop continui con i migliori esperti del settore: qui da noi ci sarebbe Chicco Cerea di Da Vittorio ai nastri di partenza. «Il valore aggiunto della nostra scuola – dice lo chef – è che gli studenti mettono davvero le mani in pasta; dopo i primi 60 giorni infatti hanno la possibilità di fare esperienza presso le cucine dei progetti della Niko Romito Formazione. E ancora, hanno la possibilità di partecipare in maniera attiva ai più importanti eventi gastronomici, quali Identità Golose e Salone del Gusto». L’importante è insegnare agli allievi ad essere creativi nel rispetto dell’essenza degli alimenti, la vita in cucina e in brigata, il duro lavoro di squadra. Questo, per lui, significa essere cuoco.

I numeri. La Scuola d’Alta Cucina in sé non può fare grandi numeri. Poche decine, si suppone. Il che renderebbe impossibile dare sostenibilità finanziaria al progetto. Inserendo però maggiore flessibilità formativa, con i focus di cui sopra, le cose cambiano. C’è insomma ancora tutto un piano didattico (e finanziario) da affinare, ma l’obbiettivo sarebbe di far ruotare attorno al centro tra le 800 e le mille persone l’anno.

Il parcheggio verrà allargato. Astino sta ancora cercando di trovare il punto di equilibro tra le varie funzioni che si vuol far assolvere all’ex monastero, senza guastarne la bellezza. Bellezza fatta di contesto ambientale e pregio storico-architettonico. C’è anche il progetto di colture tradizionali nato nella valletta da tenere in considerazione. Secondo l’accordo di programma tra Mia, Comune di Bergamo e Parco dei Colli, in primis, il parcheggio passerà da 129 a 150 posti. Se ne saprà di più il prossimo 6 febbraio, data per cui è fissata una riunione in cui si parlerà di Valutazione Ambientale Strategica. In vista dell’estate, soprattutto, quando ristorazione, intrattenimento, arte e cultura metteranno per il terzo anno a dura prova la delicata area a nord di Longuelo.