Cari ragazzi, bella la vostra protesta
Ma vi dico come passare ai fatti

Venerdì 15 marzo, più di tremila giovani e studenti (ma non solo) sono scesi in strada a Bergamo per partecipare allo sciopero mondiale indetto per «salvare il Pianeta». Il movimento, chiamato “Fridays for future”, è nato e si è diffuso sui social, coinvolgendo milioni e milioni di giovani che, per la prima volta, il 15 marzo sono scesi in piazza pacificamente per chiedere di attuare politiche attive per migliorare la situazione climatica sulla Terra. Un’onda di colore bellissima, che però ha diviso in parte l’opinione pubblica. Nel numero del BergamoPost in edicola fino a giovedì 21 marzo, Paolo Aresi ha voluto scrivere una lettera a tutti i giovani che sono scesi in piazza. Una lettera nella quale, oltre a sostenerli, dà loro alcuni consigli per fare in modo che quell’onda non si spenga sui primi scogli della quotidianità, ma porti a un cambiamento concreto.

 

 

Cari studenti, è bellissima l’idea di dedicare un giorno all’ambiente. Che sia anche una protesta contro chi per l’ambiente fa poco o nulla, contro la politica che non prende decisioni su larga scala per fermare la produzione di anidride carbonica, protagonista del tragico effetto serra che è ormai sotto i nostri occhi. E voi, ragazzi, che cosa fate per l’ambiente? Vi suggerisco un’azione concreta, facilissima, che non vi costa nulla (anzi vi fa guadagnare) e che avrebbe un significato sociale e politico fortissimo: lasciate in cortile i motorini. Lasciateli in garage, in cantina, sulla strada. Non accendeteli. Motorini, moto, vespe, scooter e via dicendo.

Quanti chilometri fate con il vostro motorino, al giorno? Dieci, venti? Bene, se mettiamo che il vostro scooter percorre trentacinque chilometri con un litro di benzina, allora voi consumate mezzo litro al giorno. Se uno di voi lascia la moto a casa, è ben poca cosa. Ma pensate: se tutti i compagni della vostra classe che hanno la moto, diciamo almeno una decina, la lasciassero in cortile, allora da mezzo litro passeremmo a cinque litri risparmiati. Quanti studenti ha la vostra scuola? Mille? Mille e cinquecento? Poniamo che solo un quarto degli studenti adoperi una moto: sono 250 ragazzi, nel primo caso, e 375 nel secondo. Questo vuole dire che se tutti per un giorno non usassero la moto il risparmio di benzina ammonterebbe a 125 litri oppure a 187,5 litri! Mica male. Ma se invece consideriamo tutti gli alunni delle scuole superiori di Bergamo, provincia compresa, saliamo a 45 mila studenti. Facciamo ancora che solo un quarto di loro usi la motoretta, sono oltre undicimila studenti: significa un risparmio possibile, in un solo giorno, di cinquemila e cinquecento litri di benzina! E sapete, ragazzi, quanta anidride carbonica in meno butteremmo nell’aria? La combustione di un litro di benzina produce circa 2,3 chilogrammi di anidride carbonica, CO2. Il calcolo è facile, una semplice moltiplicazione: lasciare a casa per un giorno i motorini significa non buttare in atmosfera almeno 12.700 chilogrammi di anidride carbonica, cioè 12,7 tonnellate! Ma ci rendiamo conto?

Questa è la protesta, questa è l’azione da compiere. Insieme al pressing sui genitori e parenti perché usino il meno possibile l’automobile. Perché vadano a piedi o in bicicletta. Percorrere cinque chilometri a piedi in città richiede circa un’ora di tempo. Con l’autobus circa venticinque minuti. Con la bicicletta venti minuti. Con la moto quindici minuti. Cinque minuti in meno che con la bicicletta. Ne vale la pena? Dodici virgola sette tonnellate di anidride carbonica al giorno solo con voi studenti. E per un anno? Facilissimo: dodici virgola sette per 365. Risultato: 4.635 tonnellate. Solo a Bergamo. E allora sì ragazzi, scioperiamo, protestiamo, facciamoci sentire, io sono con voi. Sono con voi, in bicicletta.

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