Il centro cambia cent’anni dopo
Più pedoni e negozi, meno auto

Sono passati 110 anni dal precedente bando per la progettazione del centro di Città Bassa. Era il 1907: vinse il progetto Panorama dell’ingegnere Giuseppe Quaroni e dall’architetto Marcello Piacentini. Che diede un volto ben preciso all’area: l’aggettivo piacentiniano, usato per definirla, dice tutto. In una data dal peso napoleonico e manzoniano, il 5 maggio 2017, Palazzo Frizzoni si lancia in un’impresa dal peso imperiale: rifarlo, quel centro, con un concorso europeo di progettazione urbana in due fasi che nei prossimi mesi richiamerà a Bergamo progettisti italiani e internazionali, chiedendo loro di ideare proposte per la riqualificazione di un’area di grande valore storico, urbanistico, architettonico, culturale, simbolico e strategico.

Spazi aperti ripensati, immobili dismessi da far rivivere. La rinascita passa dalla riqualificazione di alcuni spazi urbani aperti e di piazze e aree pubbliche che lo compongono, cogliendo anche l’opportunità, data dalla presenza di immobili pubblici e privati dismessi o di prossima dismissione da ripensare, per migliorarne ulteriormente le sue condizioni di vivibilità e il suo fondamentale ruolo nella costruzione e definizione dell’identità del centro cittadino. Si svolgerà in due fasi la cui conclusione porterà all’individuazione di una soluzione progettuale in grado di prospettare un nuovo e più attuale uso degli spazi di cui questo sistema si compone. La prima fase selezionerà cinque finalisti, valutati sulla presentazione di un concept plan per l’intera area. La seconda fase richiederà un approfondimento dello proposta d’insieme e la progettazione più dettagliata di due specifici ambiti, «Piazza Dante e Quadriportico» e «Sentierone lato est, nella parte antistante il Teatro Donizetti, e Piazza Cavour».

Qualità e riuso dell’esistente, in primis. Poi miglioramento della capacità attrattiva e della sua fruibilità e accessibilità. Il Comune già aveva avviato Bergamo Public Space, percorso partecipato promosso con l’Università di Bergamo, e arrivando all’analisi e monitoraggio della struttura commerciale esistente e dei comportamenti di acquisto che la caratterizzano, realizzato con la consulenza del prof. Luca Tamini (Politecnico di Milano) e il coinvolgimento delle associazioni di categoria e del Duc (Distretto Urbano del Commercio), lavoro propedeutico ad uno degli aspetti più significativi della nuova variante urbanistica avviata a febbraio. La collaborazione con l’Agenzia del Demanio ha inoltre portato, nell’autunno scorso, al bando per la vendita dell’ex Albergo Diurno, tra gli spazi più suggestivi del sistema e su cui si concentra una della trasformazioni potenzialmente più interessanti per il futuro dell’intera area: la trasformazione del sotterraneo in un club notturno di classe, in stile newyorchese.

La parola all’assessore. «In questi due anni sul Centro Piacentiniano è stato promosso un importante lavoro, che ha visto il coinvolgimento di cittadini, associazioni di rappresentanza, ordini professionali, agenzie dello Stato e ben due università. Un lavoro corale, di cui questo Concorso rappresenta uno dei tasselli più importanti, anche se non l’unico, visto che porterà a mettere mano in modo tangibile a un contesto di grande delicatezza – ricorda l’assessore alla Riqualificazione urbana Francesco Valesini -. Ci auguriamo che i concorrenti siano in grado di restituire progetti di qualità, come merita questo luogo. Nel rispetto di ciò che c’è, ma anche con il coraggio di ripensare uno spazio urbano per adeguarlo, almeno in alcune sue parti, a nuovi bisogni ed esigenze».

Meno auto. Si prevede di togliere le auto dalla strada, con la possibilità di un parcheggio interrato. «Che sarà a disposizione delle funzioni già esistenti, residenti e istituzioni, non aperto a rotazione. Le aree davanti a Palafrizzoni e Palazzo Uffici, attualmente senza identità, cambieranno volto. Verrà estesa la Ztl già esistente. Anche lo spazio antistante il Teatro Donizetti (oggetto di un restauro da 18 milioni di euro) e la vicina piazza Cavour cambieranno. E poi piazza Dante, nel suo rapporto con l’ex Diurno (con il nodo delle vie di fuga da risolvere) e il Quadriportico. I costi? Novantamila euro ai concorrenti, un milione di euro per piazza Dante e uno per piazza Cavour. Questo relativamente a quanto già stanziato nel Piano delle opere pubbliche.

Intanto Bergamo sboccia a maggio. Nel frattempo Bergamo si fa bella con i fiori, grazie al Duc. È Bergamo in Fiore che, articolato in quattro momenti, porta il colore nelle vetrine del centro. Si comincia da Borgo Palazzo, che si vestirà di rosso dal 6 al 12 maggio, per proseguire con il giallo di Borgo Santa Caterina dal 13 al 19, il rosa di Città alta dal 20 al 26 (è anche il periodo nel quale passerà il Giro d’Italia, in perfetta nuance), per finire con un tripudio floreale del centro, che si tingerà di bianco con richiami di rosso, giallo e rosa, dal 25 al 28 maggio.

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