Code, code e ancora solo code
Le settimane dell’immobilità

Non c’è niente da fare: è sempre il solito caos. Guardate la carrellata fotografica che vi proponiamo, sono immagini scattate al mattino, in ora di punta, fra le otto e le nove. Il caos regna sovrano, le code imperano, le auto inquinano l’aria a più non posso, gli automobilisti perdono del tempo che magari potrebbero trascorrere in modo migliore. Gli anni passano, si costruiscono nuove strade, si fanno piani del traffico, ma cambia ben poco. E allora? Un problema irrisolvibile?

Diamo pure un’occhiata alle immagini. Ci sono fotografie scattate sulla Briantea, poi in via San Giorgio, in via Autostrada, in via Bonomelli, in Borgo Palazzo, in via Piatti, alla grande rotatoria della circonvallazione (via delle Valli), poi in via Corridoni, via Martinella… Sono tutte accomunate dal gran traffico, certo. Poi dalla quasi assenza di motociclette e biciclette. Ma, d’altro canto, ci vuole un bel coraggio per buttarsi con una bici in mezzo a quel caos, specie in un Paese come il nostro dove l’automobilista è convinto di avere ragione sempre, a prescindere (attenzione: anche il ciclista quando sale in auto diventa un automobilista e quindi ritiene di avere ragione sempre e di avere tutti i diritti, automaticamente lui stesso considera le biciclette come un fastidio, tipo insetti molesti). Altro elemento comune: siamo a ridosso del centro cittadino. Tutte le automobili, a quest’ora, sembrano dirigersi in un’unica direzione. Ed è parzialmente vero: il flusso di traffico in questa fascia oraria è principalmente “centripeta”.

Bene. Ora passiamo ai numeri. Sulle strade “radiali”, cioè quelle in entrata o in uscita dalla città il traffico negli anni è aumentato. I dati ultimi forniti dall’Atb sono…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 7 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 4 ottobre. In versione digitale, qui.

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