Apologia della lentezza a tavola
Corso per mangiare senza fretta

Il primo McDonald Drive-Thru (da noi si chiama Mc Drive) è stato creato nel 1975 nei pressi di Fort Huachuca. Era un servizio per i soldati, che non erano autorizzati a uscire dalla loro auto per mangiare. Ora il take away a motore accesso rappresenta la metà del fatturato multimiliardario della catena di fast food. La cosa fa pensare: il pianeta ha schiacciato sul pedale dell’acceleratore come se scappasse dopo una rapina anche di fronte a un momento – il desco – storicamente fatto per socializzare. Ma c’è di più. Non fa bene alla salute abbuffarsi rapidamente. Ad opporsi al dilagare dei fast food ci ha già pensato la ricchissima cultura gastronomica italiana. Con un marchio specifico, Slow Food, che dice tutto. Ora ci sono anche dei corsi di derivazione orientale. Anche a Bergamo.

 

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Il laboratorio a Bergamo. Mettete da parte tensioni, voracità, impegni di lavoro, tablet da controllare tra una forchettata e l’altra, entrate in una stanza a luci soffuse, seduti a terra, in cerchio, “spegnete” il chiacchiericcio verbale e mentale, e accendete i cinque sensi. Gustando ogni parte del cibo e ogni sorso di tisana. E’ l’esperienza culturale proposta stasera, alle 20.30, nel corso di un laboratorio che si ispira alle cerimonie del tè giapponesi. Nel corso dell’incontro, in silenzio e in gruppo, il pubblico sarà guidato a scoprire che cosa avviene dentro di noi se, per una volta, smettiamo di farci trascinare dai pensieri e facciamo del momento del cibo un momento totalizzante. Un allenamento per fare del momento del pranzo, della colazione o della cena, un‘occasione di felicità. Sentire il cibo masticato, deglutito, seguendolo con la mente fino allo stomaco, rilassando i muscoli e respirando naturalmente. Senza lasciarsi sfuggire alcun dettaglio. L’incontro sarà aperto da semplici esercizi di rilassamento muscolare. Bisogna prenotare (tel. 333.6055949). Si tiene all’associazione Movimento, a Bergamo, via Longuelo 146. www.asdmovimento.it.

 

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Rallentare fa bene. Mangiare rallentando ha anche, dicevamo, aspetto benefici per la salute. Imparare a cibarsi lentamente permette di assimilare tutti i nutrienti presenti in un singolo pasto in modo corretto e funzionale. Bisogna ricordarsi che la digestione inizia in bocca ad opera degli enzimi contenuti nella saliva e, se noi non mastichiamo, saltiamo questa prima predigestione e ci ritroviamo a fine pasto con la pancia gonfia perché il nostro povero intestino è costretto a lavorare il doppio. Anche per chi non ha fatto prima il suo dovere. Per cui riuscire a consumare un pasto, anche con soli 20 minuti a disposizione, ci permette di mangiare meno, perché masticando di più ci si sazia prima. Poi rilassa anche il sistema nervoso sempre sotto stress a causa dei mille stimoli a cui siamo sottoposti.
Altro aspetto importante è imparare a concepire la preparazione dei pasti in casa come una meditazione, ossia, siccome quasi tutte le donne devono volente o nolente occuparsi della cucina per la famiglia, è conveniente imparare a sfruttate questo compito con leggerezza e consapevolezza. Cosa significa? Che mentre cucino mi rilasso, lascio andare le tensioni, spengo la tv, magari ascolto un po’ di buona musica e cerco di scambiare amore con il cibo che sto preparando. È chiaro che più il cibo è vitale (fresco, di stagione, non preconfezionato o surgelato) più sarà vitale lo scambio che avviene tra chi lo prepara e il cibo stesso. Non serve essere dei gran creativi o fantasiosi, basta essere ricettivi e aver voglia di mettersi in discussione.

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