Grassobbio contro l’aeroporto
«Crimine contro i nostri figli»

Comitati e amministrazione comunale sono sul piede di guerra per quanto riguarda l’aeroporto: questo è quanto emerso dall’assemblea pubblica tenutasi venerdì 27 aprile a Grassobbio, dal titolo Alziamo gli occhi al cielo: trasporto aereo e veicolare, quali impatti sulla salute dei cittadini?

Il primo a intervenire è stato proprio il sindaco Ermenegildo Epis, che ha ricordato l’importanza dell’azione del tavolo dei sindaci: «Si tratta di un organo che riunisce i sindaci di diciassette comuni dell’hinterland, e alle riunioni partecipano anche i comitati» ha detto Epis, che poi ha voluto ringraziare pubblicamente «i sindaci di Orio (attuale e precedente, ndr), che si sono adoperati per far nascere questo tavolo e che ne sono i capofila».

 

 

La parola è passata dunque a Carlo Carsana, grassobbiese e membro del Coordinamento dei Comitati aeroportuali. Ha chiarito quali sono gli obiettivi dei comitati: «Non vogliamo chiudere l’aeroporto né tantomeno mandare a casa i lavoratori, ma chiediamo che venga messo un tetto ai voli, cercando di capire quale sia la capienza massima che l’aeroporto e l’hinterland possono reggere: questa struttura pesa sul territorio. Chiediamo anche una finestra notturna per poter riposare, come è normale in tutta Europa: insomma, ci battiamo per la vivibilità dei nostri paesi». Carsana ha anche parlato di un’azione legale: «Si tratta di un esposto che verrà preparato dall’avvocato Stefano Paganelli, con la speranza che la magistratura intervenga a nostro favore, per tutelare il benessere pubblico».

C’è stato quindi spazio per una relazione del biologo dottor Paolo Paganelli, residente al Villaggio degli sposi, che ha discusso di inquinamento ed effetti sulla salute: «Nel mio lavoro mi rendo conto…»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 43 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 10 maggio. In versione digitale, qui.

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