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(si parla di paghe, prof e pompieri)

I magistrati sono i più pagati, i professori quelli con gli stipendi più bassi. Questi i dati che si ricavano dall’annuario statistico della Ragioneria generale dello Stato che ha calcolato il valore medio delle retribuzioni del pubblico impiego. I professori come consolazione possono sempre rifarsi sui vigili del fuoco, che sono pagati ancora meno di loro. I dati non sono freschissimi perché lo Stato è sempre piuttosto lento ad elaborare i suoi conti. Comunque sappiamo che lo stipendio medio nel pubblico impiego nel 2015 ammontava a 34.146 euro, ma con profonde differenze all’interno. Prendiamo ad esempio la scuola: qui lo stipendio medio annuale è stato di 28.343 euro.

Nella parte alta della classifica troviamo invece i dirigenti delle agenzie fiscali che possono contare su retribuzioni da 220 mila euro annui, seguiti dai colleghi degli enti pubblici non economici, come lInps o lInail, (217 mila) e dei ministeri (178 mila). Non si possono lamentare i magistrati con 138.481 euro di stipendio annuale, il personale di carriera prefettizia con un reddito di 94.117 euro, e quello di carriera diplomatica con 93.183.

 

 

I guai sono per altri in particolare nel grande mondo della scuola dove il personale ATA (bidelli e personale di segreteria) è inchiodato a 22 mila euro annui, quindi si trova dieci volte sotto gli stipendi dei dirigenti di prima fascia: una differenza più vistosa di quanto avviene nella gran parte del settore privato. Tra il 2014 e il 2015 in media il personale insegnante ha perso circa 800 euro, perché l’anno prima era a 29.130 euro. Si tratta del peggior risultato dopo il 2007, quando gli stipendi di chi operavano a scuola erano fermi a 26.532 euro.

Quali sono le ragioni di questo decremento? Innanzitutto la media molto bassa degli stipendi dei docenti neo immessi nella scuola. Attualmente siamo a 1.300 euro di media netti al mese appena assunti, che diventano 1.800 per un insegnante a fine carriera. Lo stipendio di un docente italiano a inizio carriera è in media di 29.445 euro annui, sei anni fa era di 31.914 euro. E nel frattempo ha dovuto fare anche i conti con l’inflazione. Impietoso il paragone con gli altri Paesi: a fine carriera, a fronte di una media salariale annua nei paesi Ocse di 44.407 euro lordi, e a una media europea di 44.204, lItalia risponde con 35.951 euro, ed è seguita in Unione Europea solo da Grecia, Polonia, Ungheria e Slovacchia (dati di una ricerca OCSE “Education at glance”).

 

 

Come spiega il sito Tecnica della scuola, «siamo di fronte teoria del gambero. Dovuta sia al blocco contrattuale che perdura dal 2009, sia al decremento dei compensi assegnati per le attività aggiuntive e in generale per lofferta formativa extra-lezioni». Ora il governo Gentiloni ha deciso un aumento di 85 euro lordi che potrebbero però trasformarsi in una beffa: infatti farebbero lievitare gli stipendi di quel tanto che li esclude dal bonus degli 80 euro mensili introdotto da Renzi…

Altra situazione vistosamente fuori parametri è quella dei vigili del fuoco che fuoco che come ha denunciato a Il Giornale Antonio Brizzi, segretario generale del sindacato Conapo prendono «7.139 euro in meno di un poliziotto che appartiene allo stesso ministero dell’Interno e 1.895 euro in meno della media delle retribuzioni degli statali che comprende anche chi lavora in ufficio e non rischia la vita».

 

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