Con la neve è arrivata la bufera
tra gli abitanti di Lonno e Nembro

Settimana scorsa non è arrivata soltanto la neve a Nembro. È giunto anche un vento di bufera che ha dato uno scossone ai suoi abitanti. Qualcuno si è quasi ribaltato dalla sedia, altri hanno preferito alzare i tacchi e andarsene. Non è la prima volta che si parla del difficile rapporto tra nembresi e lonnesi; questo è solo un ulteriore episodio di una serie ormai ben collaudata. Solo che questa volta ci sono andati giù pesante. Una lite furiosa, consumatasi fortunatamente soltanto sui social. Del resto c’era da aspettarselo. Venerdì 1 mattina, i nembresi e i lonnesi hanno guardato fuori dalla finestra e hanno osservato il paesaggio imbiancato. Nei secondi è nata immediatamente l’inquietudine: in che condizioni saranno le strade? A giudicare dalle foto caricate sui gruppi Facebook “Sei di Nembro se anche tu…” e “Sei di Lonno se anche tu…”, piuttosto brutte, dato che i mezzi spalaneve sono passati soltanto alle 9.15. L’autobus che sale a Lonno per prendere i ragazzi e portarli a scuola è giunto con fatica dopo mezz’ora di ritardo. Da più parti si sono levate voci di protesta, ma ad un certo punto la situazione è degenerata.

 

 

I primi commenti negativi sono arrivati dopo la pubblicazione di una foto che ritraeva la situazione a Lonno verso le 8.30. Mentre i lonnesi erano irritati per la mancata pulizia delle strade, i nembresi cercavano di sedare la polemica invitando alla pazienza. Ma quando qualcuno è passato all’ironia, i lonnesi non ci hanno visto più. La ciliegina sulla torta sono stati i due post a firma nembrese giunti in serata. Recitano: «Ma c’è una cosa che non capisco, se qualcuno sceglie di abitare nel bel mezzo sperduto della montagna perché poi si lamenta che alla prima nevicata ha problemi? Prossima volta compratevi la casa al mare» e «Disoccupati nembresi! Armatevi di pala e andate a Lonno a guadagnarvi il reddito di cittadinanza!». A quel punto, ogni tentativo di mediazione è risultato vano. Minacce di badilate in faccia, insulti, cattiverie di ogni tipo. I lonnesi sono stati definiti «due polli che vivono in mezzo alle Ande» (poi modificato da «polli» in «anime»), sempre pronti a lamentarsi e a pretendere che il Comune risponda tempestivamente alle loro esigenze nonostante siano una piccola frazione di 500 persone. Dall’altra parte, i lonnesi hanno insistito nel ribadire che hanno diritto agli stessi servizi dei nembresi, considerando che pagano le tasse esattamente come i cittadini del capoluogo. Risposta: «I servizi devono essere distribuiti in modo eguale quindi in un’area dove vivono 5.000 persone pulisco le strade, in una dove ne vivono 50 traccio una riga con un bastone». «500, non 50», rispondono piccati i lonnesi. «Ah che non c’è mica solo Lonno eh», rincarano la dose i nembresi, sottolineando che anche da loro lo spazzaneve è arrivato…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 52 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 14 febbraio. In versione digitale, qui.

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