La postazione di lavoro sit-stand
che favorisce il movimento

Una sedia che invita ad alzarsi in piedi. Un paradosso? Affatto, è già realtà. Se poi fosse accompagnata anche da una scrivania più alta, sarebbe ancor più utile a stimolare il movimento. Ovvero per rompere la sedentarietà quotidiana sul posto di lavoro e tentare di combattere la piaga dell’obesità. Un fenomeno crescente nei Paesi occidentali e nell’epoca del benessere. Il valore della “sit-stand working station”, questo il nome delle innovative soluzioni da ufficio, è dimostrato da una recente review della Cochrane Library.

 

 

Movimento alla scrivania. Ci è sempre stato consigliato, mentre si lavora, di fare piccoli movimenti come alzarsi sulle punte e riposizionarsi poi sui talloni, ad esempio, per favorire la circolazione dei piedi o da seduti flettere le gambe e portarle al petto per aiutare invece il flusso negli arti interi. Infine, sarebbe bene interrompere la staticità, prima di diventare un tutt’uno con la sedia, con delle passeggiatine di dieci minuti ogni ora circa, magari per andare a prendersi un caffè o un bicchiere d’acqua. Tutto corretto, ma questi consigli potrebbero essere superati, o costituire solo una alternativa, alle postazioni di lavoro “sit-stand”. Una moderna soluzione di arredo con una scrivania più alta del normale e una sedia-sgabello, apparentemente scomoda ma con potenziali effetti salutari. Inviterebbe, infatti, in maniera subliminale ad alzarsi definitivamente dalla sedia, favorendo il movimento. Tanto che, a fine giornata, secondo i risultati di uno studio più che accreditato, i lavoratori sit-stand farebbero di media dai 84 ai 116 minuti di moto in più rispetto a colleghi appostati in scrivanie o banchi da lavoro classici.

Una strategia anti-obesità a costo zero. I ricercatori hanno analizzato i risultati di 34 studi per un totale di 3.400 lavoratori di Paesi ad alto reddito, tra i più colpiti dal problema dell’obesità, per valutare se la modifica ambientale e strutturale della postazione di lavoro o di supporti psicologici, come i couselling persuasivi sull’importanza di fare movimento e attività fisica quotidiana, potessero contribuire ad abbassare il tasso di sedentaria pigrizia, associata oltre che a un aumento di peso anche alle implicazioni associate. Sarebbe emerso che la sedia-sgabello fa passare la voglia di stare seduti a lungo, stimolando maggiormente i lavoratori, anche quando non così consigliati da un counselor, a rompere la sedentarietà camminando quasi due ore in più del solito. Come a dire che piccole pause ogni mezz’ora sarebbero in grado di ridurre il tempo passato seduti dai 15 a 66 minuti in più rispetto a pause più lunghe ma meno frequenti. Un ulteriore aiuto all’esercizio fisico sembrerebbe derivare anche dai promemoria al movimento. In particolare, quelli che invitano ad alzarsi dalla sedia funzionerebbero meglio di quelli che invitano solo a camminare.

 

 

In conclusione. Qualche dubbio sull’efficacia e la bontà delle postazioni “sit-stand” ancora resta, perché si sa che stare fermi su due piedi ha qualche effetto collaterale, né è scientificamente dimostrato che stare in piedi possa essere un’alternativa più salutare alla seduta. Tuttavia, nonostante limiti e difetti, secondo i ricercatori le workstation che promuovono il movimento al momento rappresentano una delle più sane raccomandazioni per chi vuole combattere la sedentarietà, migliorando in associazione anche la salute.

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