La Villa d’Almè-Dalmine, a Mozzo
è un vero strazio quotidiano

Il problema non è soltanto quello dei ritardi, dei blocchi, dei lavori che si allungano nei mesi. Percorrere la Villa d’Almè-Dalmine da Valbrembo fino a Curno, passando ovviamente per il territorio di Mozzo, è come affrontare una strada di gran traffico ridotta a pista, a larga mulattiera. Molto pericolosa, specialmente di notte, con il suo asfalto tutto rovinato, con la segnaletica ben poco visibile, con i restringimenti. L’impressione generale in paese era che i lavori di ampliamento della Dalmine-Villa avrebbero subito un rallentamento, dopo i primi mesi di attività di cantiere intense, visti i recenti annunci sulla stampa quotidiana. Infatti una delle opere auspicate non solo dai mozzesi, l’ampliamento del ponte sulla Briantea – i cui lavori sono partiti oltre un anno fa – sembrava destinato a una sospensione indefinita.

 

 

Le ultime notizie sembrano scongiurare la malaugurata ipotesi di stop. Insomma, il rimpallo tra la Vitali spa e la Provincia sta comunque provocando ritardi e disagi. Questi lavori non previsti dal progetto originario, ma inseriti come varianti d’opera avranno lo scopo alleggerire il traffico sulla Dalmine-Villa che arriverà da Dalmine a quattro corsie fino al ponte sulla Briantea. In direzione nord verso la Valle Brembana, sul ponte, ci saranno due corsie per consentire il deflusso in uscita a destra verso Lecco per poi diventare una corsia dopo il ponte senza blocchi fino al rondò di Paladina, dopo la trincea di Valbrembo. In direzione sud verso Dalmine una corsia centrale proseguirà verso Dalmine, mentre già sul ponte a destra, una corsia di decelerazione agevolerà…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 31 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 17 gennaio. In versione digitale, qui.

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