Il male oscuro delle brusche frenate
Milano indaga sulle linee del metrò

Ogni giorno un milione di passeggeri salgono sulle sue carrozze: per questo la metropolitana milanese è un’infrastruttura unica rispetto al panorama delle città italiane e garantisce una copertura che in Europa è pari solo a quella di Londra. Eppure la metropolitana milanese è affetta da un male oscuro: sono le frenate improvvise che misteriosamente bloccano i treni creando non poco panico tra i passeggeri, e spesso anche feriti.

Secondo un approfondimento pubblicato dal Corriere, a partire dall’inizio del 2018, dunque in un periodo di circa quattordici mesi, su due sole linee (la 1 e la 2) sono avvenute almeno cinquanta frenate d’emergenza, che hanno provocato oltre sessanta feriti. I treni inchiodano all’improvviso per ragioni diverse e che non sono ancora state capite dai tecnici della MM milanese: una spiegazione generale sembra non esserci, perché ogni incidente avrebbe una sua dinamica: dai server sovraccarichi all’errore umano, ai «treni scomparsi» dai radar. Per il sovraccarico di dati che i server si trovano a gestire, ogni tanto, infatti, che un treno venga “perso” dal sistema che per sicurezza lo blocca all’istante.

 

 

Trattandosi di un problema di sicurezza pubblica, la magistratura ha deciso di aprire un fascicolo e di indagare a sua volta. E il fascicolo aperto a «modello 45» (per il momento senza indagati e senza ipotesi accusatorie) dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano si fa via va più corposo per il susseguirsi degli episodi.

Il treno che sabato scorso ha frenato bruscamente alla stazione di Cadorna causando undici feriti è stato sequestrato dagli investigatori. Sarà il consulente nominato a dover chiarire se nel sistema di controllo dei treni usato da Atm ci siano dei «buchi» che causano le frenate di emergenza o se invece le frenate, come sostiene l’azienda, intervengano tutte giustamente per evitare problemi ben più gravi. Ma l’intervento della procura segna un passaggio significativo: le autorità hanno iniziato gli accertamenti in autonomia, evitando che fosse l’Atm ad acquisire i dati della «scatola nera» del treno e di fatto fornire agli inquirenti una «propria» spiegazione dei fatti.

L’assessore alla Mobilità del Comune di Milano, Marco Granelli da parte sua ha spiegato che «Atm sta lavorando su due aspetti: il primo è un graduale ammorbidimento della frenata, per averla meno brusca e quindi non avere le conseguenze che ci sono state in questi giorni. Il secondo è relativo alla logica del sistema, perché si possa tarare meglio il passaggio alla frenata di emergenza».

 

 

Le frenate improvvise colpiscono i treni delle linee 1 e 2, la Rossa e la Verde, mentre invece non ci sono stati casi sulle altre due linee, la Gialla e la Lilla (la 3 e la 5: la linea 4 è in costruzione e sarà inaugurata intorno al 2022). Sarebbero diverse anche le ragioni delle frenate sulle due linee sotto accusa. Sulla linea 1 è stato installato prima di Expo 2015 un sistema di segnalamento tra i treni che permette frequenze molto ravvicinate e prevede la guida tutta in automatico. Quando il sistema percepisce dei pericoli e manda in blocco istantaneo i treni. I treni della linea 2 invece hanno guida ancora tutta in manuale, ma anche su questa linea la tecnologia molto sofisticata dei treni più moderni come i «Leonardo» sta provocando un innesco molto più frequente delle frenate. In sostanza i sistemi che devono garantire la sicurezza delle corse, stanno provocando un effetto contrario. Ne sa qualcosa il passeggero che alla fermata di Loreto è stato scaraventato a terra per una frenata e ne è uscito con il bacino rotto e sessanta giorni di prognosi.

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.