Non solo Battisti. Ecco chi sono
gli ex-terroristi ancora latitanti

E uno. Il caso Cesare Battisti continua a tenere banco: ieri (giovedì) l’ex-terrorista del Pac è stato arrestato in Brasile «a compimento di un ordine di detenzione amministrativa per fini di espulsione», ma già oggi è stato rilasciato, in seguito all’accettazione del ricorso presentato dal suo legale. In questi giorni, la forza mediatica del suo caso è grande, eppure Battisti non è altro che uno dei tanti soggetti accusati di terrorismo che le forze dell’ordine nostrane non sono ancora riuscite a catturare. Sono una settantina, accusati e condannati in via definitiva e la Polizia li insegue anche da più di 30 anni senza successo, alcuni perché rifugiati politici in qualche Paese del mondo, altri perché proprio non si ha la minima idea di dove si trovino.

Francia, la meta preferita. Di questa settantina citata, almeno 30 risiedono oggi – probabilmente – in Francia. Ad onor del vero, occorre sottolineare come siano almeno 500 coloro che, per scongiurare la cattura, dal 1978 ad oggi hanno deciso di rifugiarsi in terra transalpina, ma molti di questi o sono già morti oppure se ne sono perse definitivamente le tracce. Al momento, senza dubbio in Francia risiede l’ex esponente di Lotta Continua Giorgio Pietrostefani, condannato a 22 anni per l’omicidio del commissario Luigi Calabresi. È in Francia anche Enrico Villimburgo, ex Brigate Rosse, condannato all’ergastolo nello svolgimento del processo Moro, così come Simonetta Giorgieri e Carla Vendetti, chiamate in causa, oltre che per i reati compiuti durante gli Anni di Piombo, per i più recenti delitti D’Antona e Biagi. Hanno fatto la stessa scelta Sergio Tornaghi, legato alla colonna milanese “Walter Alasia”, e Roberta Cappelli, ex membro della colonna romana delle Br, oggi architetto. Curioso come molti siano oggi in Francia eminenti personalità della società civile. Come ad esempio Gianfranco Pancino, condannato a 25 anni, medico di Autonomia Operaia, oggi ricercatore dell’Istituto Pasteur e considerato, negli ambienti scientifici francesi, uno tra i più importanti specialisti su Aids e cancro. La ragione perché la Francia sia considerata una meta tanto agognata dai latitanti sta nella particolare politica di estradizione vigente fin dai tempi di Mitterrand, che rende molto complicato restituire un criminale al Paese d’origine.

In secondo luogo, il Sud America. Un altro ergastolano eccellente, condannato in via definitiva per il sequestro Moro, ma non estradabile perché divenuto cittadino elvetico, è l’ex Br Alvaro Lojacono, che insieme con Alessio Casimirri, anch’egli latitante ma in Nicaragua, faceva parte del commando che il 16 marzo 1978 entrò in azione in via Fani, annientando la scorta dell’ex presidente della Dc. Casimirri, condannato all’ergastolo come Lojacono, nel frattempo è diventato cittadino nicaraguense, si è sposato e ha un ristorante a Managua, capitale del Nicaragua. Nello stesso Paese centramericano risiede oggi anche Manlio Grillo, ex di Potere Operaio, protagonista del Rogo di Primavalle (un’azione terroristica in cui rimasero uccisi Virgilio e Stefano Mattei, figli di un influente membro del MSI) insieme ad Achille Lollo, il quale ha però preferito il Brasile. Nel 1993 il Tribunale supremo federale rigettò le richieste di estradizione presentate dall’Italia, e nel frattempo le loro condanne a 18 anni sono cadute in prescrizione. Sempre in Sud America, ma stavolta in Argentina, ha trovato rifugio Leonardo Bertulazzi, ex delle Brigate Rosse condannato a 27 anni per il sequestro dell’armatore Pietro Costa. Quest’ultimo era stato catturato nel 2002 al confine fra Argentina e Salvador, ma non poté essere estradato, poiché venne condannato in contumacia, ovvero era assente al momento del processo svoltosi in Italia.

Terrorismo nero. Infine, per quanto riguarda il terrorismo nero, il celebre latitante Delfo Zorzi, ex di Ordine Nuovo e accusato di coinvolgimento nelle stragi di Piazza Fontana e Piazza della Loggia, risiede e lavora oggi in Giappone. Un altro storico latitante legato a una lunga scia di sangue è Pasquale Belsito: ex terrorista nero dei Nuclei armati rivoluzionari, fu arrestato dall’Ucigos (la polizia speciale anti-terrorismo italiana) nel 2001, a Madrid, ma non è ancora stato estradato nonostante su di lui pendano quattro ergastoli.