Estate ok, il turismo va bene
Ma il boom è un’altra cosa…

Per carità, evviva il campanile. Però guardiamola in faccia la realtà. Si racconta che la stagione turistica quest’anno sia andata molto bene. In effetti, il caldo di luglio e di agosto ha spinto verso le località di villeggiatura della Bergamasca un numero di persone forse leggermente superiore a quello di qualche anno fa. Ma la realtà è comunque infelice: la nostra montagna continua a soffrire, le tante seconde case sono in parte vuote, in vendita. Interi paesi risultano mezzi deserti e si riempiono – ma nemmeno tutti – per quindici giorni all’anno. Gli ultimi dati statistici che abbiamo, elaborati dalla Provincia, riguardano il 2018 e parlano di un calo di presenze turistiche nella montagna bergamasca, in particolare in Val Brembana.

 

 

In città invece le cose vanno molto meglio. Come abbiamo avuto modo di scrivere e riscrivere, il boom dell’aeroporto ci ha aiutato e dei tredici milioni di viaggiatori qualcuno viene anche a visitare la città sul colle. Infatti i numeri confermano: in dieci anni il numero di visitatori è quasi raddoppiato. Nel 2008 le presenze turistiche in città erano state 438 mila, dieci anni dopo, nel 2018, sono diventate 707 mila. Presenze turistiche significa numero di turisti moltiplicato per i giorni di permanenza: a Bergamo, la presenza media è molto bassa, non si arriva nemmeno ai due giorni.

 

 

Diamo un’occhiata anche alla statistica degli arrivi. Nel 2008 giunsero a Bergamo 208 mila turisti, nel 2018 furono 376 mila. Il dato del 2019, ovviamente, non è ancora disponibile. Se prendiamo tutta la provincia, lo scorso anno gli arrivi furono un milione e duecentomila, le presenze due…

 

Articolo completo a pagina 3 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 5 settembre. In versione digitale, qui.

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