Mercato sul Sentierone, perché no?

E se il mercato lo riportassimo nel cuore della città? Se non facessimo nessun trasloco verso un’ulteriore periferia, ma dalla Malpensata le bancarelle le riconducessimo là dove si trovavano settant’anni fa, nel centro di Bergamo? Lo sappiamo, il Comune vuole spostare il mercato in via Spino e, per soli trenta banchetti, al piazzale degli Alpini. Ma ultimamente sono sopraggiunte tre nuove complicazioni. La società regionale Infrastrutture Lombarde che ricostruirà il terribile svincolo autostradale di Bergamo ha chiesto il parcheggio di via Spino per metterci la base del suo cantiere, con tanto di macchinari vari. Insomma, è il parcheggio dove dovrebbe approdare gran parte del mercato. Non soltanto: in quell’area dovrebbe transitare anche la nuova bretella di collegamento tra il casello e l’asse interurbano. E quindi? Le bancarelle?

 

 

Ma c’è un terzo elemento. Il centro di Bergamo, Sentierone e luoghi attorno, da mezzo secolo soffre. Soffre per la mancanza di capacità attrattiva, soffre perché in certi orari appare come un mortorio. L’operazione di Marcello Piacentini, realizzata attorno al 1920, si è rivelata alla lunga accettabile da un punto di vista architettonico, molto meno sotto l’aspetto sociale, umano: ha impoverito la vivacità del centro, trasformato in una sorta di centro direzionale, luogo delle banche, del tribunale, della Camera di commercio, degli uffici statali e comunali… È vero che ci sono dei caffè e il teatro Donizetti e pure del verde pubblico, ma l’impressione che lascia è pur sempre quella di spazi grandi e vuoti, poveri di anima.

 

 

Ancora una volta, in questi giorni, il Comune cerca una strada per rilanciare il centro: propone una nuova pedonalizzazione. Ma pedonalizzare può diventare sinonimo di “vivacizzare”? Ora si punta a rendere pedonale la zona che va dalla chiesa di San Bartolomeo, dai giardini del Donizetti (piazza Cavour) fino a piazza Matteotti, cioè fino a Palazzo Frizzoni. Cosa buona e giusta. Ma questo provvedimento risveglierà il centro? È questo che manca al cuore della nostra città? Rimarrà comunque aperto il problema dell’attraversamento del viale Vittorio Emanuele, a meno di costruire un sovrappasso ciclopedonale (i sottopassi finiscono sempre in schifezza), con splendida veduta su Città Alta. Ma è questa la chiave di volta per risolvere il problema? No, non è la chiave. È una decisione certamente saggia, che molte altre città hanno adottato tanti anni orsono. Bisogna considerare che la stessa Bergamo introdusse l’isola pedonale di via XX Settembre addirittura nel 1971 (sollevando grande clamore), con l’idea di pedonalizzare poi tutto il centro… Siamo nel 2019 e sembra che…

 

Articolo completo a pagina 7 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 24 ottobre. In versione digitale, qui.

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