Quant’è costata agli Stati Uniti
la guerra in Afghanistan (finora)

È di ben mille miliardi di dollari il costo della più lunga operazione militare della storia degli Stati Uniti, la guerra in Afghanistan: in 13 anni, di cui 7 di amministrazione Bush e 6 targati Obama, tanto è stato speso, per ottenere, peraltro, risultati decisamente al di sotto di quanto auspicato. La presenza delle truppe americane in Afghanistan, che sembrava dover definitivamente terminare con l’avvento del 2015, è stata ulteriormente prolungata dal Presidente Obama almeno fino all’inizio del 2016.

Una mossa impopolare da parte dell’inquilino della Casa Bianca, il quale, in questi sei anni, ha dato il via libera all’esborso dell’80 percento di questa colossale somma, guadagnandosi le critiche della maggior parte dei cittadini statunitensi, che proprio nella pessima gestione della politica estera ha trovato la principale occasione per togliere fiducia e consenso all’attuale amministrazione. Inoltre, questa procrastinazione della fine della missione costerà ai contribuenti, ormai pressoché tutti schierati contro il proseguo delle operazione militari in Medio Oriente, diverse altre centinaia di miliardi.

Le polemiche. Come si accennava, non si può non considerare il quantomeno parziale fallimento della presenza americana in Afghanistan: al-Qaeda è ancora viva, vegeta e operativa, le forze talebane continuano a proliferare, il nuovo governo locale è debole è disorganizzato, ed è alquanto probabile che la partenza dei soldati porterebbe ad un nuovo stato caotico delle cose.

Tutti questi elementi non fanno che aggravare le responsabilità del Governo rispetto a questi mille miliardi spesi, i quali, come fa notare il Financial Times, potevano essere investiti in molte e ben più utili opere: con una cifra del genere, infatti, sarebbe stato possibile finanziare l’intera attività governativa fino a settembre 2015, saldare la maggior parte dei debiti contratti dagli studenti universitari per permettersi gli studi, completare un terzo dei lavori di ristrutturazione di strade, ferrovie e argini dei fiumi, nonché estendere per otto ulteriori anni i tagli fiscali operati da Bush ad inizio anni Duemila.

Naturalmente, è facile parlare a 13 anni di distanza da quell’istante in cui tutti, cittadini e politici, chiedevano a gran voce un intervento militare in risposta ai fatti dell’11 settembre 2001; ma tant’è.

E non è ancora finita. Comunque, quella finora considerata è una cifra destinata a lievitare ancora, e parecchio. Anzitutto, come si accennava, Obama ha deciso a fine novembre di prolungare la missione almeno fino al 2016, il che significa almeno un altro centinaio di miliardi. A maggio aveva annunciato il ritiro, entro la fine dell’anno, di almeno 10 mila soldati, e che quelli rimasti avrebbero svolto solamente ruoli di addestramento delle forse afghane; ma la situazione sul territorio, hanno ammesso esponenti dell’amministrazione, è cambiata e il Pentagono ha premuto per avere più tempo e risorse a disposizione. Un appello che ha fatto passare in secondo piano la promessa elettorale di porre invece fine al più presto alla guerra in Afghanistan, dopo quella in Iraq, nonché le continue obiezioni di numerosi consiglieri di Obama, che nel teso dibattito interno delle ultime settimane hanno denunciato il pericolo di deludere nuovamente i cittadini e cedere alle pressioni del Dipartimento della Difesa. Ma la decisione è stata presa.

Verranno inoltre pagati gli interessi sui prestiti che il Governo americano ha ottenuto per finanziare l’operazione, e si parla ancora, circa, di 100 miliardi. Un ulteriore ed enorme esborso riguarderà le spese mediche e di invalidità a cui avranno diritto i veterani di guerra, una volta raggiunti i 60 anni, o anche prima per tutti i militari che già hanno riportato danni permanenti o non ancora guariti (per un totale di poco meno di 900 miliardi di dollari), che andranno ad aggiungersi alle passività non finanziate del sistema pensionistico militare statunitense (al momento già si aggirano intorno agli 1,27 mila miliardi). Queste sono le spese finora note, anche se, come ha affermato un funzionario dell’amministrazione, «nessuno potrà mai sapere quanto questa guerra è costata al Paese».