La Dea non sa giocare a pallanuoto

A pallanuoto, l’Atalanta di Gasperini non è altrettanto brava come nel gioco del calcio. Sul campo di Crotone, con il terreno in pessime condizioni a causa della pioggia e un forte vento a condizionare le traiettorie, i nerazzurri strappano con il cuore un pareggio per 1-1 dopo essere finiti addirittura sotto per il gol di Mandragora favorito da un clamoroso errore di Berisha. Nel finale, il primo gol ufficiale di Palomino con l’Atalanta rimette a posto le cose e il rimpianto vero è quello di non aver potuto sfruttare la maggior tecnica dei nostri a causa dell’abbondante acqua caduta dal cielo calabrese. Nessun alibi, ci mancherebbe. La squadra ha comunque cercato di adattarsi a una situazione difficile, mettendo nel match corsa, coraggio, agonismo e grande applicazione che sono serviti per strappare un risultato positivo che non vale il nuovo sorpasso al Milan ma è comunque da applaudire. Non c’è nemmeno troppo tempo per ragionare sulla gara visto che tra pochissimi giorni saremo tutti a Dortmund per vivere un sogno, quindi accettiamo il risultato e pensiamo alla prossima.

Rispetto alle attese, solo una novità per Gasperini nell’undici di partenza: Freuler, non al meglio per un attacco influenzale, siede in panchina e dal primo minuto il tecnico di Grugliasco lancia la coppia Cornelius-Petagna con Ilicic a supporto. Il resto della squadra è quella classica: in difesa ci sono Toloi, Palomino e Masiello davanti a Berisha, mentre al centro la linea a quattro è formata da Hateboer, Cristante, de Roon e Spinazzola. Nel Crotone, Ricci è out per influenza e quindi in attacco Zenga vara il tridente pesante con Trotta e Nalini ai lati di Budimir. Al centro, con Barberis e Benali, c’è l’ex Genoa Mandragora (aveva fatto benissimo con Gasperini), mentre in difesa a protezione di Cordaz c’è Faraoni al posto di Sampirisi, con Checcherini, Capuano e Martella. Tempo da lupi allo Scida, vento e pioggia con pochi gradi sul termometro e campo molto pesante: da Bergamo oltre 150 tifosi nel settore ospiti.

Sotto una pioggia battente e con il campo che spruzza acqua ogni volta che un piede tocca terra o il pallone rotola, la gara inizia con le squadre che provano a fare qualcosa di interessante ma è veramente difficile parlare di calcio quando la disciplina che si pratica allo Scida assomiglia più alla pallanuoto. La Dea ci prova con Cristante al 6’ (assist di Cornelius, Massa fischia un fallo inesistente) e al 12’ la combinazione tra Toloi e Cornelius è interessante ma il sinistro di Petagna finisce in Curva. Il Crotone è avvantaggiato dal terreno di gioco, grinta e foga agonistica aiutano i padroni di casa a spingere e al 16’ un tiro senza pretese di Ceccherini da oltre quaranta metri viene respinto con un paio di pasticci da Berisha e la palla termina sul fondo. L’occasione più importante del Crotone in tutto il primo tempo è firmata Nalini (19’): il destro in corsa del numero 9 dei calabresi è splendido quanto il volo d’angelo di Berisha che toglie la palla dall’incrocio dei pali. L’Atalanta al 24’ guadagna una punizione dal limite, il sinistro di Ilicic è velenoso ma Cordaz si tuffa e riesce a deviare in angolo; poco più tardi è de Roon a provare con un destro da fuori area (25’) e la deviazione di un difensore al limite mette spiazza Cordaz, ma la palla finisce sul fondo regalando solo un calcio d’angolo ai nerazzurri. Il primo tempo è tutto qui, a parte una discutibile ammonizione per Palomino (35’) non succede nulla di interessante e francamente è complicato pensare di fare di più in simili condizioni.

Ad inizio ripresa le condizioni del campo migliorano un po’, l’Atalanta cerca di imbastire una manovra più vicina al suo stile, ma contro il Crotone che difende anche in sei diventa tutto più difficile. Fino alla mezzora succede veramente pochissimo, il primo vero squillo della ripresa è firmato Ilicic, che dalla bandierina pesca Cristante al centro, la spizzata è ottima ma sul secondo palo Masiello arriva un po’ scoordinato e non trova la deviazione vincente. Il Crotone pian piano accarezza sempre più la possibilità di strappare un punto alla Dea: al 78’ il nuovo entrato Ricci cerca il gol alla Mertens ma Berisha fa buona guardia. E quando tutti si preparano al finale di gara in cui la squadra ospite può cercare lo sprint vittoria, ecco la frittata di Berisha: su un cross in area rimesso in mezzo da Ajeti, il portiere della squadra atalantina ha le mani sul pallone ma lo perde (forse per il disturbo comunque regolare di un attaccante di casa) e Mandragora insacca l’incredibile vantaggio. Gli orobici non ci stanno, Gasperini inserisce anche Barrow e dopo un paio di buoni spunti che vedono anche il bomber della Primavera protagonista ci pensa il migliore in campo a rimettere a posto le cose. Palomino, dopo quasi 90′ minuti perfetti in difesa, segue l’azione sugli sviluppi di un calcio d’angolo e raccoglie a centro dell’area piccola la respinta di Cordaz su Masiello, depositando in rete l’1-1. Nel recupero concesso da Massa, l’Atalanta ci prova ancora con un paio di calci d’angolo e un destro di Cristante dal limite (parata di Cordaz), ma al 94’ il pareggio diventa ufficiale. La serie di vittorie consecutive fuori casa si ferma a quota quattro, ma considerando il contesto e le assenze il risultato va considerato comunque positivo.

 

Crotone-Atalanta 1-1
Reti: 80’ Mandragora (C), 88’ Palomino (A)

Crotone (4-3-3): Cordaz; Faraoni, Ceccherini, Capuano, Martella; Barberis (68’ Ajeti), Mandragora, Benali; Trotta (76’ Ricci), Budimir (86’ Pavlovic), Nalini. All. Zenga.

Atalanta (3-4-1-2): Berisha; Toloi, Palomino, Masiello; Hateboer (83’ Barrow), de Roon, Cristante, Spinazzola; Ilicic; Cornelius, Petagna (56’ Freuler). All. Gasperini.

Arbitro: Massa di Imperia.

Ammoniti: 35’ Palomino (A), 52’ Capuano (C), 76’ Budimir (C), 82’ Faraoni (C), 85’ Toloi (A), 93’ Nalini (C).

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