Salviamo la ciminiera di Albino!

Ha le ore contate l’ex complesso industriale Italcementi di Albino, non ne resterà più nulla o quasi. I permessi per la demolizione sono cosa fatta e la ditta Bergamelli, proprietaria della struttura potrà da subito procedere al suo abbattimento. Già sono all’opera i giardinieri per liberare il sito da rovi, arbusti e alberi, lasciando presagire, a stretto giro, il successivo ingresso in scena delle ruspe.

 

 

Un po’ di storia. La cementeria venne fondata nel 1886 da Giacinto Guffanti e ampliata tre anni dopo. Alla sua morte la Società passò in gestione ai figli. Prima del 1915 era l’unica fornitrice di cemento per la costruzione della Stazione centrale di Milano. Con la crisi sopravvenuta durante la guerra, la Società affidò la vendita dei suoi prodotti alla Agenzia Generale di Vendita dei Cementi Portland e delle Calci Idrauliche, di cui facevano parte altre otto ditte lombarde (fra cui l’Italiana Cementi), che si sciolse nel 1919 a causa delle perduranti difficoltà del mercato. In seguito La Giacinto Guffanti accettò la partecipazione del capitale della Italcementi, unica in grado di superare la crisi, che divenne unica proprietaria del complesso nel 1921. L’area era un articolato complesso con quattro forni verticali per la cottura dei calcari, altrettante ciminiere, passaggi aerei e camminamenti per la circolazione dei materiali. Camini, forni e passerelle vennero completamente rimodernati. Andando verso nord sulla via Pradella, all’imbocco della valle del Lujo, dopo la portineria si affaccia sulla strada la bassa e lunga palazzina uffici a due piani fuori terra a intonaco rosso, e in aggetto, pilastri e decorazioni in pietra.

All’interno della proprietà si scorge la villa padronale, in stile Liberty, a tre piani con ampie terrazze laterali. Il primo livello è caratterizzato da un bugnato in pietra, mentre i piani superiori sono caratterizzati da cornici che marcano sia aperture che livelli. È questa in sintesi la descrizione di un importante luogo di lavoro ridotto a rudere dove le attività già…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 43 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 3 gennaio 2019. In versione digitale, qui.

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