Che sberla! Perdere 4-0 a Zagabria
è una lezione difficile da digerire

Doveva essere una serata magica, novanta minuti da ricordare e magari un risultato importante con cui sognare davvero in grande. È finita invece con la Dea che ne prende quattro da una Dinamo Zagabria superiore praticamente per tutto il match, con Orsic (tripletta) e Leovac che abbattono la formazione orobica e non lasciano neppure le briciole ad un’Atalanta troppo brutta per essere vera. Non funziona quasi nulla in casa nerazzurra, la bella manovra vista in tante occasioni è solo un ricordo nella serata da incubo vissuta in Croazia e l’aggravante è non riuscire a segnare nemmeno il gol della bandiera nonostante le buone occasioni create nella ripresa. Il Manchester City, nell’altra partita del girone, vince agevolmente per 3-0 in Ucraina con lo Shakhtar e la prossima partita a Milano (1 ottobre) diventa già molto importante.

 

 

Tutto confermato per Gasperini nelle scelte dei titolari: dal primo minuto c’è de Roon al posto di Pasalic, con il resto della formazione che è confermata rispetto alla vittoriosa trasferta di Genova. Gollini in porta, difesa a tre composta da Toloi, Djimsiti e Masiello, centrocampo con de Roon e Freuler in mezzo e le fasce occupate da Hateboer e Gosens, mentre in avanti spazio a Gomez alle spalle di Ilicic e Zapata. Nella Dinamo Zagabria solo un cambio per Bjelica, che schiera Theopile-Catherine al posto di Gojak lasciando al solo Petkovic l’onere di pungere dalle parti di Gollini. Serata fresca a Zagabria, circa trentamila tifosi sugli spalti (28.863 per la precisione) di cui tremila bergamaschi con i bus della Curva (una decina) che arrivano allo stadio a gara iniziata per alcuni problemi con i controlli alla dogana croata. Nonostante le aspettative della vigilia, la gara inizia subito con l’Atalanta in netta difficoltà soprattutto sotto il profilo mentale. Il numero 7 della Dinamo, Olmo, è certamente un buon giocatore ma non è ammissibile vederlo infilare due tunnel in serie nei primi tre minuti di gioco sempre a Toloi. La spinta del pubblico di casa è costante e molto forte e dopo un doppio passo di Ilicic che si chiude con un cross troppo alto per tutti, la Dinamo crea i presupposti per il vantaggio all’8’: penetrazione a sinistra di Ademi dopo uno scambio con Petkovic, cross basso e palla che per un soffio non arriva sui piedi di Leovac.

La rete del meritato vantaggio croato arriva poco dopo, al 10’: l’azione dei padroni di casa è insistita e alla fine il cross vincente è di Stojanovic, che pesca tutto solo in mezzo Leovac, completamente dimenticato da Toloi che non stringe la marcatura. Dopo il vantaggio, la Dinamo cala un po’ il ritmo ma l’Atalanta non riesce mai a mettere insieme una manovra degna di questo nome. Ilicic al 22’ ci prova con un’azione personale che si chiude sul fondo e attorno alla mezz’ora i padroni di casa costruiscono il raddoppio. Prima serve un intervento in spaccata di Gosens che anticipa Ademi, poi la Dinamo sfrutta con il solito Olmo un’uscita troppo molle di Freuler (incredibile la negatività del suo primo tempo), palla dentro per Leovac che serve di sinistro Orsic, bravo a giocare di prima il pallone verso la porta di Gollini trovando il 2-0. La squadra di Gasperini non c’è e al 42’ arriva pure il 3-0 con a doppietta di Orsic (sponda di Ademi e difesa immobile) a coronamento di quello che probabilmente è il peggior primo tempo nerazzurro da mesi a questa parte. La conclusione di destro di Gomez nel recupero della prima frazione di gioco viene bloccata da Livakovic vicino al palo e quando l’arbitro Gil Manzano manda tutti a bere qualcosa di caldo la statistica è impietosa: tre tiri in porta per la Dinamo Zagabria, tre reti al passivo per l’Atalanta. Una Dea troppo brutta per essere vera.

 

 

Dopo l’intervallo, la Dea torna in campo con due sostituzioni: fuori l’irriconoscibile Freuler per Pasalic e cambio anche per Masiello con ingresso in campo di Malinovskyi (e passaggio alla difesa a quattro). La prima azione della ripresa è molto interessante e parte proprio dal croato numero 88: tacco di Ilicic, apertura di Malinovskyi per Hateboer e cross al centro che lo stesso Pasalic mette sul fondo in corsa. Il numero 99 della Dinamo, Orsic, è in serata di grazia: al 58’ Gollini para molto bene la sua conclusione ravvicinata ma al 68’ il poker della Dinamo è servito. Apertura quasi casuale di Theophile-Catherine, che trova il solito Orsic completamente libero: destro piazzato e Gollini ancora battuto. Nell’ultimo spezzone di gara la squadra orobica cerca di ridurre lo svantaggio: al 74’ Gomez serve Zapata, che dal cuore dell’area di rigore spara un missile su cui Livakovic risponde da campione; al 78’ Hateboer e Gosens organizzano una bella combinazione come fatto a Ferrara, ma stavolta la palla si spegne sopra la traversa. All’82’ Pasalic riceve da Malinovskyi e mette fuori di un soffio il destro piazzato; all’84’ Ilicic serve nello spazio Zapata che non trova la porta solo davanti a Livakovic e il risultato non cambia. Dopo cinque minuti di recupero, la prima partita di sempre giocata dalla Dea in Champions League si chiude con una pesante sconfitta in trasferta e anche se c’è ancora tutto il tempo per provare a invertire la tendenza è giusto sottolineare come la squadra orobica, oggi, non sia ancora pronta per giocare da protagonista gare di questo livello. Come dice sempre il mister, noi non perdiamo ma impariamo: la lezione del Maksimir è una di quelle difficili da digerire ma non c’è altro da fare se non mettersi subito al lavoro e cercare di migliorare. Avanti Atalanta.

 

DINAMO ZAGABRIA-ATALANTA 4-0
Reti: 10’ Leovac (D), 31’, 42’ e 68’ Orsic (D)

Dinamo Zagabria (4-2-3-1): Livakovic; Stojanovic, Dilaver, Peric, Leovac; Ademi, Moro (73’ Gojak); Théophile-Catherine, Olmo, Orsic (76’ Ivanusec); Petkovic (82’ Gavranovic). All. Bjelica.

Atalanta (3-4-1-2): Gollini; Toloi, Djimsiti, Masiello (46’ Malinovskyi); Hateboer, de Roon, Freuler (46’ Pasalic), Gosens; Gomez; Ilicic (88’ Barrow), Zapata. All. Gasperini.

Arbitro: Gil Manzano (ESP) (Nevado e Barbero; Munuera; Hernàndez e de Burgos).

Ammoniti: 18’ Djimsiti (A), 27’ de Roon (A), 39’ Theopile-Catherine (D), 67’ Moro(D), 79’ Gosens (A).

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