Trenord si scusa per il disagio
Ma non cambia mai niente

Magari tra qualche decennio ci scriveranno una tragicommedia. Perché ormai Trenord ha raggiunto tali vette d’inefficienza da strappare una risata amara ogni volta che ne succede un’altra. L’ultima lunedì 7 gennaio: senza dir niente a nessuno, la compagnia ha cancellato il treno (straordinario e pensato per porre un minimo rimedio ai tanti disagi causati dalla chiusura del ponte di Paderno) da Bergamo per Milano Greco Pirelli delle 7.10, sostituendolo con una corsa alle 7.45. Lasciando così a terra e senza uno straccio d’informazione centinaia di pendolari.

 

 

Come Trenord ci ha ormai abituati, però, la toppa è quasi peggio del buco. La comunicazione della modifica all’orario, infatti, è stata pubblicata sul sito della compagnia alle 17 passate (praticamente dieci ore dopo il fatto) e l’unica cosa che i vertici hanno saputo dire davanti a quest’ennesimo pasticciaccio è un imbarazzato: «Ci scusiamo per il disagio, stiamo verificando le cause del problema». E ce ne sarebbero di verifiche da fare, visti i continui e ormai insostenibili “problemi” che gli utenti Trenord si vedono costretti a sopportare da un anno a questa parte. Perché, dopo il tragico incidente di Pioltello del febbraio scorso, c’è stato un crollo verticale del servizio. Che già prima non brillava certo per qualità.

 

[Il nuovo ad Trenord, Marco Piuri (al centro) ospite nella sede di Netweek]

 

La conferma che i disservizi sono ormai diventati la triste normalità arriva dai dati relativi ai ritardi inanellati nel 2018: le sette tratte che attraversano la Bergamasca si sono conquistate l’amaro primato di linee più “ritardatarie” della Lombardia. Non c’è stato infatti mese dell’anno in cui…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 6 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 17 gennaio. In versione digitale, qui.

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.