Uffa che caldo. Ecco alcuni trucchi
per resistere senza condizionatori

Come si sopravviveva al caldo quando i condizionatori non c’erano? È una domanda che ci si può fare per consolarci e resistere al clima torrido di questa estate 2019. È vero che siamo in un’epoca di riscaldamento climatico, e il caldo non è mai stato così caldo, ma anche i nostri antenati hanno avuto a che fare con settimane bollenti e tutto sommato se la sono cavata. E non bisogna andare molti anni indietro, perché il boom dei condizionatori è fenomeno abbastanza recente, in particolare nelle case. Le macchine del freddo sono invenzione che ha poco più di 100 anni: Il primo apparecchio per il raffreddamento climatico dell’aria fu brevettato nel 1886 da Lewis Latimer, uno scienziato di origine africana che lavorava con Thomas Edison considerato uno dei 10 più importanti inventori di tutti i tempi, non solo per il gran numero di invenzioni e brevetti, ma anche per la grande importanza delle sue scoperte. Aveva inventato un metodo per fare camere sanitarie a clima controllato, che era stato definito “un apparato per il raffreddamento e disinfezione”: praticamente il precursore dell’attuale condizionatore. Il dispositivo venne utilizzato con grande successo negli ospedali, impedendo alla polvere ed alle particelle di circolare nelle stanze dei pazienti e nelle aree pubbliche.
La parola “aria condizionata” però è entrata nella storia grazie a Willis Carte, altro ingegnere statunitense, a cui era stato affidato il compito di risolvere il problema di eccesso di umidità in una grande tipografia di Brooklin: l’umidità arricciava la carta di fatto impedendone la lavorazione. Carrier completò il primo progetto di un impianto di condizionamento dell’aria il 17 luglio 1902; la tecnologia alla base del suo impianto era già simile a quella degli impianti che troviamo in commercio attualmente. Il primo impianto di climatizzazione domestica nel 1914 in una casa di Minneapolis. Naturalmente fu un grande business: oggi la Carrier Corporation è un colosso leader nel settore.

 

Prima dell’aria condizionata gli uomini e le donne dovevano cavarsela con soluzioni di buon senso e con nessun supporto tecnologico, se non di quello che oggi sembra strumento primitivo, cioè il ventilatore. C’era un’arte nel fare corrente tra le finestre, anche grazie al fatto che gli appartamenti costruiti con saggezza non avevano una sola esposizione. C’erano naturalmente i ventilatori, il cui sibilo nei bar o negli uffici era una colonna sonora delle settimane calde. C’erano, per chi aveva scelto soluzioni più impegnative, i ventilatori a soffitto che in realtà ancora resistono come alternativa rude, ma più sana all’aria condizionata.

 

Il tenere chiuse o socchiuse persiane e tapparelle era una vera arte affinata dall’esperienza: e la luce che filtrava dalle piccole aperture era una luce che tutti ricordiamo come la luce felice delle belle estati di un tempo. Si facevano bagni d’acqua fredda prima di andare a dormire. E a volte per superare lo scoglio delle notti di calura si ricorreva anche ad espedienti hard, come quello di mettere il cuscino nel freezer… In auto la sola soluzione era quella dei finestrini abbassati. Ma i vecchi modelli avevano anche un finestrino che oggi non esiste più: il deflettore anteriore, che ruotava e permetteva di orientare il flusso dell’aria a piacimento. Insomma in un modo o nell’altro anche senza aria condizionata si riusciva ad arrivare a settembre…Ma forse la vera differenza è un’altra: allora eravamo tutti meno insofferenti. E se il caldo c’era allora come oggi, eravamo tutti più pazienti. E la pazienza è la miglior aria condizionata che ci sia…

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