Paolo Franco e la corsa al Comune
«La Lega non forzerà la mano»

Il Natale è sempre più vicino e il centrodestra cittadino non ha ancora trovato il rivale di Giorgio Gori per la prossima corsa a Palazzo Frizzoni. Due temi apparentemente slegati, ma la realtà è ben diversa: nei giorni in cui la politica dei palazzi si fermerà per le feste, infatti, i rappresentanti bergamaschi di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si troveranno e dovranno prendere una decisione. O almeno questa è la speranza. «Non c’è una scadenza, ma sarebbe buona cosa avere un nome per inizio gennaio», conferma Paolo Franco, coordinatore di Forza Italia in provincia di Bergamo e consigliere regionale.

 

[Da sin.: Alessandro Sorte, Stefano Benigni, Giovanni Toti e Paolo Franco]

 

A che punto siete? Avete o no il nome del candidato?
«Chiariamo una cosa: non è una partita muscolare quella in atto. Ogni forza politica, al momento, sta vagliando le proprie ipotesi. Poi ne parleremo e decideremo».

Deciderete o deciderà la Lega?
«Decideremo. Anche perché il primo accordo da trovare è sul programma. È sempre stato così e sarà così anche questa volta. La domanda che ci dobbiamo porre è: come vogliamo cambiare la città?».

Sì, ma la partita poi si gioca sul nome che sceglierete…
«Ovvio».

Quindi che nomi avete?
«Io sono il coordinatore di Forza Italia e posso parlare per noi. Ho ascoltato tutti i consiglieri cittadini del partito e l’indicazione è molto chiara: Gianfranco Ceci. Una persona preparata, che ha consenso e che conosce la città. Un profilo importante».

E Alessandra Gallone?
«E allora perché non Alessandro Sorte? Tutti e tre questi nomi hanno le caratteristiche adatte a ricoprire il ruolo di candidato sindaco di Bergamo».

Però sa bene che se la scelta ricadesse sulla Gallone si libererebbe una poltrona in Senato che andrebbe alla Lega. Do ut des
«Sicuramente nell’ottica di coalizione ci sono tanti elementi di cui tenere conto».

L’impressione è che la Lega stia un po’ brancolando nel buio. Fatica a trovare un candidato credibile. Una situazione che gioca a vostro favore.
«Come ho detto, noi stiamo facendo le nostre valutazioni e loro le loro. Poi ne parleremo e ci confronteremo. Quel che è certo è che non saremo la Croce Rossa della Lega».

In che senso?
«Nel senso che il dialogo sarà tra pari, non salveremo la faccia…

 

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