Primavera, oggi è il grande giorno
Contro l’Inter ci si gioca il titolo

Foto copertina (atalanta.it): l’esultanza di Cambiaghi dopo il gol al Torino

 

Mancano pochissime ore alla partita che vale una stagione, alla gara che potrebbe regalare l’ingresso nell’Olimpo del calcio giovanile alla formazione Primavera dell’Atalanta Bergamasca Calcio. Tra la corazzata Under 19 nerazzurra e il sogno c’è di mezzo l’Inter, la squadra che stasera (venerdì 14) alle 20.45 allo stadio Tardini di Parma proverà a far tornare sulla Terra la Dea. La finale Scudetto 2018/’19 vedrà protagoniste le due compagini migliori d’Italia, le quali si sfideranno in un autentico big match per conquistare il tricolore.

 

 

Siamo finalmente arrivati al grande giorno. L’attesa dell’ultima uscita ufficiale della Primavera in stagione è finita e i bergamaschi, in questo lungo percorso, hanno dimostrato tutte le loro qualità. Dopo aver stravinto dominando in lungo e in largo il campionato, gli uomini di Brambilla lunedì sera hanno superato di misura il Torino in semifinale, al termine di un incontro durato centoventi minuti. Il pirotecnico 4-3 rifilato ai granata ha fatto spendere parecchie energie agli orobici. Il giorno in più di riposo rispetto agli interisti, però, potrebbe dare alla Dea un piccolo vantaggio, facendo partire le due rose alla pari. Le giovani promesse cresciute a Zingonia hanno terminato la regular season al comando della graduatoria con 67 punti, undici in più dell’Inter seconda in classifica, ferma a quota 56. Entrambe si sono qualificate direttamente alla final four evitando il turno preliminare. I milanesi martedì sera si sono sbarazzati facilmente della Roma, imponendosi per 3-0 con i gol di Colidio e la doppietta di Sebastiano Esposito, e dispongono di un gruppo di altissimo livello.

 

 

Per provare ad alzare al cielo il decimo Scudetto della sua storia, il terzo consecutivo negli ultimi tre anni, l’Inter dovrà blindare la difesa contro un attacco implacabile e capace di realizzare una media di più di due gol a partita. In 30 giornate, infatti, la truppa di Brambilla ha messo a segno la bellezza di 77 reti, a differenza dei giocatori della Beneamata che ne hanno siglati 54. Per quanto riguarda il pacchetto arretrato, Okoli e compagni hanno incassato 37 marcature, mentre gli interisti hanno raccolto il pallone in rete quaranta volte. I due precedenti scontri si sono conclusi con un successo per parte, sancendo la perfetta parità dei valori in campo: all’andata i ragazzi di Madonna si sono imposti per 2-1 in rimonta tra le mura amiche, invece al ritorno al Centro Bortolotti sono stati i bergamaschi ad aggiudicarsi l’intera posta in palio, vincendo sempre per 2-1 e rimontando l’iniziale svantaggio. In entrambe le circostanze ha segnato il bomber classe 2001 Roberto Piccoli, già nel giro della prima squadra.

 

 

La Primavera atalantina si è sempre fatta apprezzare per l’ottimo gioco messo in mostra, ha convinto gli addetti ai lavori e i tifosi del proprio valore dimostrando di avere moltissime alternative agli undici titolari. A dire il vero, il tecnico Brambilla non ha mai fatto capire quali siano gli elementi imprescindibili del suo scacchiere tattico. Pur cambiando spesso gli interpreti, infatti, la qualità del gioco non si è abbassata, anzi è addirittura migliorata se pensiamo che nella semifinale vinta mancavano tre giocatori di livello mondiale come Carnesecchi, Colpani e Delprato. Tutti e tre non giocheranno neanche in finale per via degli impegni con la Nazionale U20, ma nonostante questo le quotazioni della Dea non accennano a diminuire.

 

 

Nelle finali diventano determinanti gli episodi e servirà una gara da dieci in pagella da parte di tutti per sconfiggere gli interisti. Fondamentale sarà il cinismo sotto porta e la maggiore attenzione sulle palle inattive, il vero punto debole mostrato nell’ultimo match contro il Toro. I nerazzurri hanno lavorato duramente in questi mesi e sperano di poter raccogliere i frutti dell’impegno messo in allenamento. L’Atalanta non vince lo Scudetto Primavera dalla stagione ’97-’98 e stasera, in una serata magica, ha la chance di entrare nella storia, mettendo la ciliegina sulla torta di una stagione straordinaria. Per la Dea sarebbe il terzo titolo di categoria e i sostenitori orobici sperano di poter assistere a un’altra nottata di festa dopo quella vissuta per la qualificazione in Champions League della prima squadra. Sognare non costa nulla e ora che sono arrivati fin qui i ragazzi dell’U19 ci credono davvero, perché si sa che a volte i sogni si trasformano in realtà.

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