«Vescovo, pure una lettera anonima
può trasformarsi in una grazia»

Don Roberto Falconi, di Costa Serina, ci ha inviato questa lettera. Un contributo importante nel dibattito, sollevato dal nostro settimanale, dopo la “lettera anonima” di un gruppo di preti bergamaschi riguardante il vescovo Francesco Beschi. Un contributo che si apre a interessanti considerazioni sulla situazione della chiesa bergamasca e non solo.

Egregio Direttore,

la ringrazio per lo spazio che sta offrendo attorno alla lettera inviata al Vescovo. Simpatico che questo luogo sia offerto da Lei e non dai mezzi di comunicazione della Diocesi, in primis “L’Eco di Bergamo”. A quanto pare i tempi della “Pravda” sono ancora attuali. Firmerò perché è giusto che sia cosi e ognuno sia responsabile delle proprie azioni: di gente irresponsabile oggi ne abbiamo fin troppa in giro.

La mia riflessione nasce da alcune premesse a monte del contenuto della lettera e della modalità con cui è stata resa manifesta, ossia in forma anonima. Se questo gruppo di preti ha deciso di non sentirsi sicuro nell’esporsi pubblicamente ritengo che la cosa sia grave. Ossia se in casa propria e con quelli che in questa casa vivono io non mi sento “al sicuro” qualche problema ci deve essere. Se un padre ricevesse dal proprio figlio una lettera anonima con cui manifesta il proprio disagio, io come padre mi chiederei che immagine sto dando alla mia creatura. Se mio figlio non percepisce la libertà di potermi dire ogni cosa sapendo che la mia stima e il mio affetto per lui non vengono meno credo che ciò sia un segnale non certamente positivo. E stima e fiducia in una relazione umana non si guadagnano solamente a suon di discorsi e di parole.

Trovo poco opportuna la scelta di “troncare” questa lettera condannandola in modo categorico e immediato. Se da una parte è vero che lettere anonime non meritano attenzione, dall’altra io personalmente mi sarei comunque messo in discussione. Un certo San Paolo chiedeva di vagliare ogni cosa. E il setaccio avrebbe permesso di…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 4 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 11 luglio. In versione digitale, qui.

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