1.200 euro per fare la patente?
Preferisco viaggiare col telefonino

C’era un’epoca in cui appena varcata la fatidica soglia dei 18 anni, la prima ambizione di un ragazzo era quella di prendersi la patente, simbolo di affrancamento dalla famiglia, di libertà di muoversi. Nell’Italia del 2019 le cose sono decisamente cambiate: la patente e l’auto non è più in cima alla lista desideri dei 18enni, che quindi prendono più tempo specie se sono già muniti di patentino per motorino. I motivi sono molteplici. Infatti se ci sono soldi da investire in desideri il cellulare certamente batte l’auto, anche perché per muoversi oggi ci sono mille alternative anche più divertenti (pensate all’economicissimo modello Blablacar). Ma il vero disincentivo all’auto sono i costi, insostenibili soprattutto in città, tra assicurazioni, parcheggi, tasse regionali e così via. Ora a tutto questi disincentivi se ne aggiunge un altro, che è una vera mazzata sulle già deboli intenzioni di far veloce a prendere la patente. Una risoluzione dell’Agenzia delle Entrate resa pubblica ieri prevede un aumento del 22% sul prezzo delle nuove licenze di guida e sui rinnovi di chi l’ha conseguita dopo il 2015 a causa dell’applicazione dell’aliquota Iva sulle lezioni di scuola guida per il rilascio della patente. Fino ad oggi le lezioni di scuola guida necessarie per conseguire il permesso di guida erano esenti dall’imposta. Ma una sentenza della Corte di Giustizia europeo ha stabilito che il sistema italiano era fuori regole e che quindi ci si doveva allineare alla prassi degli altri paesi. L’esenzione era stata giustificata nel sistema italiano in quanto le scuole guida, comprendendo lezioni teorico-pratiche, erano considerate comprese tra gli istituti a «insegnamento scolastico o universitario» cui è stato accordato un regime fiscale esente ai fini Iva. Ora questa categorizzazione cade e per questo le scuole questo saranno costrette a fare i conti con un aumento del 22%. Aumento che ovviamente ricadranno sui clienti.

 

 

E non finisce qui, perché l’eliminazione dell’esenzione è anche retroattiva e ricade su tutti coloro che hanno conseguito la patente dal 2015 in poi. Per cui, in linea puramente teorica, le autoscuole, potrebbero contattare i vecchi allievi per chiedere loro di pagare quel 22% che nel frattempo è stato aggiunto ai costi. La retroattività del provvedimento riguarda le annualità fiscali aperte (le ultime 5). Stando ai numeri, sono 3,8 milioni le patenti conseguite nel periodo dal 2014 al 2018 e quindi sulle autoscuole, pende la spada di Damocle di dover provvedere di tasca propria, rivalendosi su chi oggi si affaccia ai corsi aumentando i costi, essendo evidentemente impossibile rivalersi sugli ex allievi. C’è però anche da dire che con la modifica del regime Iva per le autoscuole scatta il «diritto alla detrazioni dell’imposta corrisposta sugli acquisti di beni e servizi relativi all’attività svolta». In sostanza con il nuovo regime possono scaricare i loro costi. Comunque vada il risultato è che il caro patente (bisognerà mettere in conto circa 1.200 euro per ottenerla), farà passare la voglia a tanti ragazzi di prenderla. Meglio con quei soldi mettersi in tasca un iPhoneX con il quale si possono fare viaggi meravigliosi…

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