4 coltellate per due briciole di pane
Il duello tra vicini a Villa d’Almè

Non si sono mai potuti sopportare. Ogni occasione era buona per litigare furiosamente e rinfacciarsi dispetti e mancanza di rispetto. Per quattro anni se ne sono dette di tutti i colori, ma mai erano arrivati ad armarsi e a mettersi le mani addosso. Come è accaduto invece il 5 luglio 2015, quando, al culmine dell’ennesima lite per le briciole di pane che, attraverso la tovaglia sbattuta sul davanzale, erano cadute sul balcone di sotto, si sono affrontati come neanche due guerrieri.

Il proprietario dell’alloggio sottostante, situato in un condominio di Villa D’Almè, ritiene di aver ricevuto l’ennesima offesa, da lavare a tutti i costi con una vendetta. Armato di una bomboletta di spray al peperoncino e di un registratore accesso, probabilmente per registrare le ingiurie e le offese del rivale, sale al piano superiore e bussa violentemente alla sua porta. Apriti cielo. Quest’ultimo reagisce come se di fronte avesse un delinquente. Afferra un coltello da cucina con la lama lunga 11 centimetri, apre la porta di casa e affronta l’uomo. Dalle parole, sarebbe meglio dire parolacce, i due passano ben presto ai fatti. O meglio, uno dei due, quello che stringe il coltello in pugno. Colpisce il vicino di casa con ben quattro fendenti, uno al gomito, due all’emitorace destro e uno all’addome, zona fossa iliaca destra, senza dargli il tempo di usare lo spray per difendersi.

La vittima, pur sanguinante e sotto choc per le ferite riportate, riesce comunque a raggiungere la stazione dei carabinieri di Villa d’Almè per presentare denuncia. Poi viene accompagnato in ospedale, da dove viene dimesso con 30 giorni di prognosi. L’aggressore, invece, viene denunciato a piede libero all’autorità giudiziaria con la pesante accusa di tentato omicidio: il medico legale, incaricato dalla pubblica accusa, ha infatti rilevato che, a riguardo della ferita addominale, «sul piano astratto non può escludersi la potenzialità mortale». Adesso deve affrontare il processo e rischia una condanna a sei anni di reclusione. Ha chiesto e ottenuto di essere giudicato con il rito abbreviato che, in caso di condanna, consente di beneficiare dello sconto di un terzo sulla pena finale.

Ai fini processuali risulteranno determinanti le frasi che, prima dell’aggressione, hanno costituito lo scambio di battute tra i due “contendenti” e il fatto che comunque la vittima si è presentata davanti all’uscio di casa dell’aggressore armata di spray al peperoncino e con un registratore accesso: voleva forse provocare il rivale e cristallizzare la sua reazione con una fonoregistrazione? Sapeva che l’altro l’avrebbe presa male e per precauzione s’era portato dietro la bomboletta per autodifesa? Per ora sono solo congetture, in attesa di far pienamente luce sulla vicenda in aula, davanti al gup Bianca Maria Bianchi. Nel frattempo, per non rischiare di incontrare quotidianamente il suo aggressore, il vicino di casa rimasto ferito nella lite ha scelto di cambiare l’appartamento e si è trasferito altrove. Si rivedranno in aula.

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