Il nostro addio a Roberto Bruni

Roberto Bruni è morto. Se ne è andato questa sera dopo una lunga battaglia contro la malattia. Roberto Bruni, avvocato molto stimato, se ne è andato dopo una vita affrontata con intensità, con passione. Anche con una grande passione politica, ereditata dal padre, Eugenio, e dallo zio, Roberto, ucciso nel 1945 dai nazifascisti. Di quello zio portava infatti il nome.

 

 

Roberto Bruni era nato quattro anni dopo, nel 1949, il primo di aprile: aveva esattamente settant’anni. A Bergamo lo conoscevano tutti. Da sempre impegnato nelle file del Psi (Partito Socialista Italiano), era stato il secondo sindaco della città ad avere una storia di sinistra, dopo Guido Vicentini. L’elezione del figlio a sindaco, nel 2004, era stata una grande soddisfazione anche per Eugenio, vecchio socialista e vecchio partigiano, che pure aveva assaporato il carcere durante la Seconda Guerra Mondiale. Bruni era apprezzato per la sua moderazione, per i suoi modi gentili; in fondo, era una persona timida che traeva autorevolezza dalla passione per quello che faceva e dalla preparazione riguardante ciascun argomento che doveva affrontare. La sua giunta era stata molto concreta: fu applaudita e criticata. Fu l’amministrazione Bruni a risolvere, almeno in parte, un problema che la città si trascinava da sessant’anni: il superamento della ferrovia. Decise di prolungare il sottopasso della stazione fino a sbucare in via Gavazzeni. Una manna per tanti studenti, per pedoni e ciclisti. Alla sua amministrazione va riconosciuto anche il merito di avere realizzato la più bella pista ciclabile della città, la cosiddetta “Green way” della Morla. Meno apprezzata la decisione di realizzare alcuni piani integrati di intervento, come quello di via Mazzini e via Nullo, nell’area ex Enel.

 

 

Nel 2009 si ripresentò alle elezioni, ma al suo posto venne eletto sindaco Franco Tentorio. La passione politica non lo ha per questo abbandonato, ha continuato a lavorare nella sinistra, si è candidato con il Partito Democratico per il Parlamento e quindi è stato eletto nel 2013 come consigliere regionale per la lista di Ambrosoli. Attualmente era presidente della Sacbo, la società che gestisce l’aeroporto di Orio al Serio. Lascia la moglie, Maria Teresa Rota, che Roberto aveva conosciuto ai tempi della scuola (e sposato nel 1973, a soli ventiquattro anni) e le due figlie, Federica e Barbara. L’Amministrazione comunale ha allestito la Camera ardente nell’Aula Consiliare di Palazzo Frizzoni (oggi dalle 10 alle 20 e domani, giovedì, dalle 8 alle 14). Sempre nel Palazzo Comunale è in programma una commemorazione alle 15 di domani, giovedì.

Centinaia i messaggi di cordoglio che, appena diffusa la notizia della scomparsa dell’ex sindaco, sono apparsi sui social. Fra questi, il saluto dell’avversario Roberto Calderoli, senatore leghista: «Esprimo il mio dolore, e il mio cordoglio alla famiglia, per la scomparsa dell’avvocato Roberto Bruni, un uomo perbene, un grande avvocato e un amministratore politico competente e appassionato. È stato un avversario in politica, ma ho sempre nutrito stima sincera per lui. Bergamo stasera piange un grande bergamasco, un ex sindaco che ha lavorato con impegno e lealtà per la sua città. Mancherà a tutti noi». Il sindaco Giorgio Gori ha voluto ricordarlo così: «Ci ha lasciati un uomo retto, preciso, rigoroso, ma al tempo stesso animato da grande passione civile: un vero democratico, un uomo di limpidi ideali e di fortissimi valori morali. Roberto Bruni è stato un uomo delle istituzioni, prima ancora d’essere per cinque anni il nostro sindaco: era questa la sua cultura, saldamente ancorata alla storia della sua famiglia e al dettato della Costituzione. È stato un difensore del diritto e dei diritti, nella dimensione professionale come in quella politica, un uomo che ha legato la sua vita alla promozione della giustizia. Abbiamo quindi molti motivi per essere profondamente legati a Roberto Bruni e molto tristi oggi a causa della sua scomparsa. Ci mancheranno il suo carattere riservato e il suo sorriso, la sua precisione e la sua affidabilità. Per me è stato un amico. Ogni volta che in questi anni ho avuto un dubbio – giuridico, politico, di opportunità – mi sono rivolto a lui, e lui mi ha sempre regalato il suo consiglio, sostenuto da equilibrio, esperienza e solida competenza».

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