Aprire un centro massaggi orientali
è più facile che darsi alle patatine

Una battaglia fatta per difendere la sua idea imprenditoriale, cassata da un’ordinanza di chiusura. Paolo Cozzini aveva aperto una patatineria olandese, «Chips land», ad agosto, sul sagrato di San Martino, a Treviglio. Un’idea che gli era venuta passeggiando per Verona, dove ha visto un negozio del genere, con la coda alle casse: la specialità dei Paesi Bassi, che prevede una doppia frittura sul prodotto fresco e appena tagliato, è molto apprezzata. La lampadina si è accesa: perché non proporla anche a Treviglio? E infatti il successo è stato immediato. Ma «una settimana più tardi – ha raccontato Cozzini al Giornale di Treviglio – avevo i tecnici dell’ex Asl per un lecito controllo. Dal punto di vista prettamente igienico era tutto a posto. Mancavano però alcuni documenti, oltre alla canna fumaria,  che però è tecnicamente irrealizzabile. In questi casi esiste una deroga che permette un’alternativa, ma non ci è stata concessa. A nulla sono valse  le certificazioni, che dimostrano come il 95 percento degli odori dal vapore di scarico venisse abbattuto. Risultato? Duemila euro di multa, e l’ordinanza di chiusura. Perché, in un negozio di patatine, i tecnici sentivano odore di patatine».

 

 

La provocazione, 5 mesi e mezzo dopo. Cozzini non si è dato per vinto. Ma la strada del ricorso al Tar, come è noto, è lunga e irta di pericoli. Nel frattempo lui, che ha investito 50mila euro con il suo socio, non può far nulla a causa delle burocrazia. Ha dovuto buttare 18 quintali di patate, oltre ai soldi dell’affitto. Ha un’altra attività, Cozzini, quindi non c’è pericolo di fallimento. Ma la faccenda non gli va giù. Quindi, l’idea: mettere in vetrina il cartello di «prossima apertura» di un centro di massaggi orientali. Il primo a notarlo, quel cartello, è stato il consigliere Pd Stefano Sonzogni. Che l’ha postato su Facebook.

 

Tanti i commenti tra il sarcastico e l’indignato, con Cozzini tirato in ballo. Non godono di buona fama, i centri massaggi del genere: ne sono finiti tanti al centro delle cronache hot. «È stata una provocazione a metà – ha spiegato Cozzini -. Di certo potrei aprirla anche domattina, con una semplice “Scia” al Comune riguardante l’attività estetica. Gestisco già un solarium, del resto, non avrei problemi.  E anzi, se non potrò riaprire la patatineria, lo farò davvero». Non vuole urtare la sensibilità di nessuno, assicura. Ma «se uno ha la malizia di pensare che un posto dove fanno massaggi shatsu o simili è necessariamente un posto di prostituzione o di cose strane, beh il problema è suo, non mio». Insomma, Cozzini è battagliero. La faccenda delle patate non l’ha digerita. È pronto anche a un dibattito pubblico con i dirigenti dell’autorità sanitaria locale. Considera l’ordinanza di chiusura «piena di incongruenze» e vuol vederci chiaro. Altrimenti si passa ai massaggi.

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