L’avanzata cinese a Caravaggio
(con tanto di giudizi positivi)

C’era una volta lo zio d’America. Col portafoglio gonfio di dollari pronto ad aprirsi anche a Totò che  “vendeva” la fontana di Trevi. Ora, invece, gli italiani scoprono lo zio di Pechino e Caravaggio non fa eccezione. Di anno in anno l’avanzata sembra inarrestabile; basti pensare che dal 2006 su tutto il territorio  bergamasco, le attività di ristorazione con gli occhi a mandorla sono aumentate quasi del 500 per cento.

La Cina è arrivata, eccome. Quella in atto non è una semplice crisi finanziaria, ma mostra molto altro. Ogni anno di più la ricchezza e il benessere si spostano verso la Cina, la Russia, lasciando Stati Uniti ed Europa sempre un po’ più poveri. «Arrivano con una valigia piena di contanti e comprano tutto: bar, ristoranti, attività di ogni tipo. Come dire di no?», questa è la frase che spesso si sente raccontare da coloro che cedono attività agli stranieri ed è quello che succede spesso anche a Caravaggio.

Non ci sono numeri precisi, ma ultimamente numerose attività commerciali della cittadina vengono acquistate da cinesi. Hanno iniziato con i bar, ma in seguito hanno aperto negozi di vendita di generi vari, acconciature e via dicendo. Caravaggio non sembra infastidita da questa mini-invasione, anche perchè – come affermano in tanti – «è gente seria, precisa, pulita, ordinata, rispettosa. Degli autentici caravaggini: cordiali e professionali. Sono dei veri imprenditori».

L’ultimo esercizio, in ordine di tempo, aperto da un cittadino cinese è stata ‘’un’attività di acconciatore’’ avviata da giugno 2014. Tiene aperto anche la domenica pomeriggio, e da qualche mese sta lavorando intensamente, come si evince dall’ampio giro di clienti. Il gestore e i collaboratori hanno un modo di lavorare tutto loro: ci sono diversi costi per una stessa prestazione. Se uno si porta gli asciugamani o lo shampoo da casa, spende meno. Dietro questo modo di gestire un’attività commerciale c’è l’idea che “in un momento di crisi, se ne hai bisogno, ti faccio spendere meno”.

In precedenza, molte altre attività sono state acquistate a suon di contanti. Sicuramente il locale che ha riscosso maggior clamore da parte dei cittadini è stato l’acquisto da parte di alcuni cinesi di uno dei bar storici di Caravaggio, il Bar Centrale, situato in Piazza Garibaldi accanto agli Uffici del Sindaco. Rilevato nell’aprile del 2008, sembra che da allora, il Bar Centrale, dove al venerdì i caravaggini si incontrano tradizionalmente per parlare di affari, abbia addirittura aumentato il giro di clientela.

«È gestito da gente seria, cordiale, preparata – riconoscono le persone, ti chiamano per nome, è veramente gente che sa fare il proprio mestiere», commenta un cittadino appena uscito dal bar. Il servizio viene offerto con gentilezza e  personalità, tanto che, per fare un esempio, all’apertivo vengono serviti diversi stuzzichini in sintonia con la tradizione culinaria cittadina, come il salame. In fatto di gusti, sembrano aver già individuato i punti deboli dei bergamaschi. Il caffè lo servono con caramella e cioccolatino. Dettagli, ma che nel complesso danno un’idea della professionalità e della cura con cui i gestori cinesi affrontano il lavoro.

Dal 2008 si sono sviluppati altri movimenti di compra-vendita fra caravaggini doc e cinesi, alcuni non ancora conclusi. Nel mese di dicembre dello stesso anno, un gruppo di cinesi ha aperto un bazar al centro commerciale e successivamente un’altra famiglia ha acquistato un altro storico esercizio situato sul viale del Santuario: il Bar Caravaggio.

Nel 2011 è stato aperto un negozio d’abbigliamento accanto a una palestra dirimpetto alla stazione ferroviaria. Nel settembre del 2013 una nuova acquisizione di un’attività di somministrazione di alimenti e bevande situata vicino all’Arco di Porta Nuova, simbolo di Caravaggio. In seguito, solamente due mesi più tardi, è stata ritirata un’attività commerciale situata sulla via principale del paese, la circonvallazione Pulcheria.

Dal punto di vista sociale e d’integrazione non ci sono mai stati problemi. La vita sociale dei cinesi è limitata al minimo indispensabile. Nonostante questo, lo scorso 29 settembre, giorno del Caravaggio’s Day, manifestazione culturale nata per festeggiare l’anniversario della nascita del celebre pittore, a Caravaggio è andata in onda una sorta di notte bianca, con bar e negozi aperti fino a tardi, e anche i cinesi vi hanno preso parte.

Quasi affettuoso il giudizio finale di un altro caravaggino “antico”: «A me sta bene che ci stiano, se i cinesi sono questi: è gente rispettosa, cordiale. Io lo vedo un po’ come un cambio generazionale. Prima c’era il passaggio dal padre al figlio, e non sempre il figlio era all’altezza del padre, ora dal padre siamo passati a un’altra stirpe. Non sono avventurieri, sono persone serie. Qualcuno all’inizio diceva che le attività erano paraventi per traffici illeciti: non sembrerebbe. Non ci metterebbero tutto quell’impegno nel fare così bene il loro lavoro».

 

Aprile 2008 bar