Baretto, la solidarietà degli ultras
Sabato sera si piantano le tende

Non sarà un fine settimana normale quello che attende i ragazzi della Curva Pisani. Dopo il quinto divieto di accesso consecutivo per tutti i tifosi sprovvisti della Dea Card che è stato confermato dal Prefetto di Bergamo, Francesca Ferrandino, si chiuderanno con una protesta pacifica ma molto articolata sette giorni molto pesanti per tutti gli ultras.

Dopo le voci circolate che raccontano di come il Questore di Bergamo Finolli sia intenzionato a chiudere il Baretto e le attività connesse come l’edicola, avvalendosi della possibilità offerta da un regio decreto del 1931, la solidarietà verso i gestori è stata condivisa da parecchi avventori e semplici cittadini. Il bar è gestito da Sara Mazzoleni, compagna del leader della Curva Pisani Claudio “Bocia” Galimberti. In attesa di conoscere la decisione definitiva di via Noli, gli ultras stanno organizzando un presidio pacifico con l’obiettivo di sensibilizzare il quartiere e la città su una decisione che vuole colpire un esercizio commerciale perché considerato ritrovo di violenti.

A partire dal mattino ci saranno alcuni ragazzi che distribuiranno dei volantini in zona Viale Giulio Cesare. Il consueto mercato settimanale che si svolge nel piazzale della Curva Morosini rappresenta sicuramente un’ottima occasione per diffondere il pensiero dei tifosi e la giornata continuerà nel tardo pomeriggio con un presidio che durerà tutta la notte.

Dalla pagina ufficiale su Facebook “Sostieni la Curva”, punto di riferimento social per gli ultras della Pisani, si legge come dalle 17 sarà organizzato un aperitivo all’esterno del Baretto a cui sono invitati tutti gli appassionati orobici che hanno a cuore la situazione. Dopo l’aperitivo, la serata continuerà con una maxi grigliata, con vin brulé e con tanta voglia di stringersi attorno ai gestori, ma anche ai sei ragazzi arrestati in occasione di Atalanta-Roma del 22 novembre scorso che dal 28 gennaio sono liberi anche dai domiciliari.

Gli ultras hanno anche annunciato che resteranno in zona per la nottata, tende e pulmini fungeranno da accampamento per circa un centinaio di persone in quello che può già essere ribattezzato il campeggio “Celestino Colombi”. A pochi metri dal Baretto, infatti, c’è il luogo in cui il 10 gennaio 1993 perse la vita per un attacco di cuore in seguito ad una carica della polizia il tifoso nerazzurro Celestino Colombi. Ogni anno, gli ultras, ricordano il fatto con uno striscione.

Domenica, giorno di Atalanta-Cagliari, i tifosi senza tessera del tifoso, cui la decisione del Prefetto ha confermato il divieto di accesso allo stadio, rimarranno ancora una volta fuori dall’impianto. Non è ancora chiaro se gli ultimi accadimenti relativi al Baretto e il presidio notturno porteranno alla decisione di spostarsi dall’esterno della Curva Pisani al parcheggio che durante la notte fungerà da accampamento. Quello che invece è certo è che, tra sabato e domenica, gli ultras manifesteranno pacificamente contro decisioni che, ormai da più parti, sono ritenute ingiuste ed esagerate. Lo stesso presidente della Lega Calcio Beretta, condannando gli episodi di violenza, ha parlato di danno pesante per l’Atalanta e per tutti i tifosi che non c’entrano con gli scontri.