Bergamo si rifà le piazze

«Per molti anni non si è pensato ai luoghi dell’incontro a Bergamo, agli spazi aperti. E quindi alle piazze, ma anche al Sentierone, al Centro Piacentiniano, Quadriportico e Piazza Dante compresi. È arrivato il momento di occuparsene». L’assessore Francesco Valesini ha le idee chiare: il centro di Bergamo ha bisogno di una spolverata, di un restauro e di qualche idea nuova. Senza strafare. Qualcosa è già stato realizzato: la piazza dell’Accademia Carrara, in centro. Piazza Risorgimento, piazzetta Santa Lucia all’esterno.

E ora eccoli qui i progetti, nelle simulazioni (“rendering”) al computer: piazza Dante, piazzale Alpini (lavori in corso), piazza Cavour (Donizetti), piazza Matteotti (Municipio), Sentierone, via Tasso, piazzale della Repubblica. C’è un aspetto che supera tutti gli altri: finalmente la via Tasso che si trova davanti ai giardini del Donizetti diventa del tutto pedonale. Al posto del brutto asfalto attuale ecco le aiuole, contenute in tre grandi “vasche” dai muretti bianchi che fungono anche da panchina, un po’ come avviene nel nuovo piazzale Marconi, alla stazione. Scomparendo la strada, anche il verde aumenta, è un verde di erba e di fiori, senza arbusti e cespugli, gli alberi ad alto fusto restano collocati in parallelo e dietro al monumento di Donizetti. Si ha l’impressione di “pulizia”, il monumento spicca in mezzo alla nuova sistemazione. Altra novità: scompaiono i muretti di inizio secolo che delimitano aiuole e laghetto, quelle specie di “roccette” che vediamo oggi. Si perde il sapore d’epoca, retrò. Al suo posto un’atmosfera da anni Duemila, segnata da quei muretti bianchi, lineari, da una geometria in apparenza più rigorosa. Il bianco di queste “cornici” richiama il bianco del monumento a Donizetti. Che presenta una novità: il laghetto si amplia e lo circonda interamente, anche dietro. Dice l’assessore Valesini: «Nel disegno originario del monumento, di fine Ottocento, era in effetti previsto che il laghetto circondasse il gruppo marmoreo, ma poi per questioni pratiche, venne limitato. I progettisti hanno quindi deciso di riallacciarsi a quella idea».

I progettisti sono tutti bergamaschi. Il gruppo è coordinato dall’architetto Gianluca Gelmini, comprende Luigino Pirola, Simone Zenoni, Mariola e Carlo Peretti, Elena Franchioni. Spiega…

 

Articolo completo a pagina 9 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 26 settembre. In versione digitale, qui.

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