Troppo caldo in ospedale? L’Ats
allora blocca i suoi finanziamenti

La sfida è lanciata e siamo solo all’inizio. L’Ats di Bergamo ha deciso di dare uno scossone al sistema e di chiamare le strutture pubbliche e private, ospedali, cliniche e Rsa, ad attivare percorsi di miglioramento dei loro servizi. Dunque, non più l’Ats solo come erogatore di denaro, ma un vero e proprio ente di programmazione, accompagnamento e controllo, schierato dalla parte dei cittadini e in particolare dei pazienti e dei loro familiari. La miccia è già stata accesa, innescata dal gran caldo delle scorse settimane. Ci sono strutture che per un periodo breve o lungo non hanno saputo, o voluto, garantire le migliori condizioni ai malati e l’Azienda di Tutela della Salute si è messa all’opera per verificare se questa “negligenza” abbia avuto effetti negativi sulle persone ricoverate. Una decisione sul filo del rasoio, che ha preso il via dopo alcune segnalazioni di parenti dei malati. Il caso più eclatante, nelle scorse settimane, è stato quello del quarto piano del Policlinico di Ponte San Pietro che, a causa di un guasto dell’impianto di raffreddamento, ha tenuto i malati oncologici in condizioni insostenibili. «Un guasto temporaneo determinato da un blackout», secondo la direzione ospedaliera. «Condizionatori fuori uso e una situazione che si trascinava da una settimana con picchi di 41 gradi nel weekend», secondo la sindacalista Cisl, Caterina Dezio. Ne è seguito un botta e risposta dai toni particolarmente accesi, che ha convinto l’Ats a scendere in campo per effettuare le opportune verifiche. Non è dato sapere come si sia conclusa l’ispezione, ma la voce ricorrente è che alla fine l’Ats abbia deciso di non soprassedere e di andare al fondo della vicenda. Per il Policlinico e non solo, visto che in condizioni simili ci sono anche alcune Rsa. Abbiamo perciò chiesto lumi al direttore generale dell’Ats, Massimo Giupponi.

 

 

Gira voce che l’Ats abbia preso provvedimenti nei confronti dell’ospedale di Ponte San Pietro. Può confermarlo?

«È vero che la nostra agenzia sta facendo un lavoro di approfondimento su alcune strutture ospedaliere e su alcune Rsa che a seguito delle ondate di grande caldo avrebbero determinato per alcuni ospiti situazioni di particolare difficoltà».

Chi è intervenuto?

«Il nostro dipartimento di programmazione e il dipartimento di Igiene e Prevenzione sanitaria».

Per effettuali quali verifiche?

«Se le condizioni di grande caldo che sono state denunciate possano aver determinato situazioni di criticità per lo stato di salute di alcuni ospiti. Abbiamo deciso di intervenire nei confronti dei gestori dei servizi con gli strumenti a nostra disposizione per fare in modo che le loro attività siano orientate alla soluzione più adeguata».

Intervenire come?

«Per il momento sospendendo l’erogazione di alcuni saldi di prestazioni che i gestori hanno erogato».

Cioè avete sospeso i pagamenti?

«Sì».

Una decisione clamorosa!

«Una scelta che va nella direzione della tutela del malato e del miglioramento dei servizi. Noi paghiamo un servizio e questo deve essere…

 

Articolo completo a pagina 6 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 15 agosto. In versione digitale, qui.

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.