Camera di commercio, i retroscena
di una vera e propria lotta di potere

Una sorta di House of Cards in salsa nostrana. Paragone azzardato, certo, ma il succo è sempre quello: tenere la poltrona e spartirsi un po’ di potere (e pure qualche euro, che non fa mai male). La partita per la guida della Camera di commercio è ormai entrata nel vivo e sebbene a parole tutti (o quasi) dichiarino che il tempo delle contrapposizioni sia finito, la realtà è che sta andando in scena uno scontro che ha pochi precedenti.

 

[Giacinto Giambellini, Confartigianato Bergamo]

 

Tutto ha inizio col caso Promoberg. Dopo settimane, per non dire mesi, di chiacchiere, il primo passo lo ha compiuto Imprese & Territorio, comitato che raggruppa dieci associazioni di categoria cittadine (anche se Confagricoltura, ufficiosamente, s’è defilata da un po’) nato anni fa con un preciso intento: contrastare l’egemonia quasi secolare di Confindustria a Bergamo. Un obiettivo che, non senza fatica, alla fine è stato raggiunto, tanto che l’attuale presidente della Camera, Paolo Malvestiti, è proprio espressione di una delle associazioni di Imprese & Territorio, la più storica e forte, Ascom. Il caso Promoberg esploso in estate, però, ha messo in luce tutti i problemi e gli scontri interni al comitato, con una diversità di visione fra alcune associazioni (Ascom, Confartigianato e Lia in particolare) rivelatasi prodromo di una frattura venuta a galla in questi giorni. Imprese & Territorio, infatti, venendo meno alla dichiarazione di intenti iniziale, ovvero trovare un candidato condiviso per la guida della Camera, ha avanzato il nome di Paolo Agnelli attraverso una «delibera adottata all’unanimità dei presenti». Che, però, non erano nove, bensì sette: Giacinto Giambellini, numero uno di Confartigianato, e Marco Amigoni, presidente della Lia (Liberi imprenditori associati), non hanno votato.

 

[Stefano Scaglia, Confindustria Bergamo]

 

Chi ha “bruciato” Paolo Agnelli? O meglio, così racconta il comunicato del comitato. In realtà, pare che Amigoni non si sia semplicemente astenuto, ma abbia chiaramente espresso la sua contrarietà al nome di Agnelli. Non tanto per antipatie verso la persona (il quale, comunque, non l’ha presa benissimo…), ma per dissenso verso le modalità con cui Imprese & Territorio ha deciso di gestire questa fase. Giambellini e Amigoni, infatti, sono i primi sostenitori di un dialogo con Confindustria. Dopo gli anni del gelo, l’arrivo di Stefano Scaglia alla guida degli industriali ha cambiato le carte in tavola: niente più chiusura, taglio netto con il passato e confronto con tutte le realtà imprenditoriali del territorio. Un atteggiamento che sta dando i suoi frutti in termini politici e che ha convinto Confartigianato e Lia, ma anche Ance e Compagnia delle Opere, ad aprire un tavolo per trovare una linea condivisa per la guida di Camera di commercio. Linea che, a…

 

Articolo completo a pagina 7 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 17 ottobre. In versione digitale, qui.

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