Col Carpi vince ancora la noia
E la Dea si mangia le mani

Era fondamentale non perdere e portare a casa almeno un punto e l’Atalanta ce l’ha fatta. In casa del Carpi, al Braglia di Modena, i nerazzurri strappano un pareggio per 1-1 e dopo essere passati in vantaggio con Kurtic subiscono il pareggio su rigore di Verdi: la Dea non rischia quasi nulla, ma fa anche il minimo per imporsi. In altri momenti si sarebbe potuto (e dovuto) vincere, ma adesso bisogna essere concreti e il punto è da accogliere con favore al pari di quello di Frosinone. Tra i nerazzurri buona prova di Masiello, Kurtic e D’Alessandro (specie nella ripresa), ma per chi cerca emozioni e spettacolo in questo 2016 è meglio rivolgersi altrove. La strada verso la salvezza sembra tracciata, dietro si sono fermate sia Frosinone che Verona, e quindi la matematica inizia a buttare lì qualche sorriso agli orobici: 30 punti in classifica, vantaggio che aumenta sulla zona pericolo e tanti saluti al bel gioco.

Reja si affida a Bellini. Sotto il cielo grigio di Modena, Reja sceglie il consueto 4-3-3 e senza Conti (squalificato) e Raimondi (infortunato) rilancia Bellini dal primo minuto come terzino di destra mantenendo al centro Masiello insieme al rientrante Paletta con Dramé a sinistra. In mezzo de Roon, Cigarini e Kurtic hanno il compito di coprire e attaccare mentre in avanti è Pinilla il prescelto dal primo minuto, con Diamanti vice Gomez e D’Alessandro a destra.

Rivoluzione Castori. Nel Carpi mini-rivoluzione per Castori. Il tecnico emiliano sceglie un 4-4-2 che assomiglia di più ad un 4-2-4, davanti Lasagna è il titolare con Mbakogu mentre la linea di mezzo è composta da Martinho, Bianco, Lollo e Di Gaudio. In difesa, Poli e Letizia sono i terzini con Gagliolo e Romagnoli a protezione di Belec. Nel settore ospiti, sono 427 i bergamaschi arrivati al seguito della Dea.

Primo tempo poco brillante. Sotto gli occhi del presidente Antonio Percassi (ritorno in trasferta per il numero uno nerazzurro dopo parecchio tempo), la Dea inizia con grande accortezza. Per tutto il primo tempo la partita sembra bloccata e di occasioni vere non se ne vedono praticamente mai. All’8’ il Carpi si mette in mostra con una punizione di Lasagna da fuori area che passa un metro sopra la traversa di Sportiello. La risposta nerazzurra arriva al 20’, quando Diamanti calcia una punizione dalla fascia destra, Masiello rimette al centro senza però trovare alcun compagno pronto.

Lasagna grazia Sportiello. Al 24’ il copione si ripete, Masiello questa volta cerca la porta sul piazzato del numero 23 pratese ma non trova la specchio. Tre minuti più tardi è ancora Diamanti protagonista, questa volta in negativo: la sua palla messa al centro non trova compagni all’altezza del centrocampo, così Mbakogu è lesto a recuperare e a lanciare per Lasagna, solo davanti a Sportiello. La punta del Carpi controlla male, il numero 57 orobico esce in tuffo e blocca a terra.

Fischi all’intervallo. La sensazione che la Dea possa fare molto di più alla ricerca del colpaccio è diffusa nella tribuna del Braglia, ma solo al 43’ Belec si sporca per la prima volta i guanti su un destro di de Roon da fuori area, bloccato a terra. Dopo un minuto di recupero le squadre escono tra i fischi del pubblico, lo spettacolo a metà della contesa è assolutamente insufficiente per una partita di Serie A.

Ripresa, subito due emozioni. Nella ripresa la gara migliora un po’ dal punto di vista delle emozioni. Al 48’ Bianco chiama Sportiello alla deviazione in angolo con un bel sinistro da fuori area, ma al 52’ è l’Atalanta a passare in vantaggio: D’Alessandro sulla sinistra riesce per la prima volta a scappare in profondità, il suo cross sul secondo palo è preciso e Kurtic si fa trovare all’appuntamento con il gol, che vale lo 0-1.

Il pari del Carpi. E’ un sussulto sufficiente a spostare gli equilibri della gara: la formazione atalantina sembra in pieno controllo del match, il Carpi non ha argomenti sufficienti per provare a ribaltare la situazione. Quando gli emiliani ci provano succede poco: Letizia al 57’ trova Mbakogu con un bel cross che finisce sul fondo, mentre al 59’ tocca a Di Gaudio impensierire Sportiello con un destro rasoterra telefonato. La partita non parrebbe in discussione, fino al 75′, quando Borriello in area tampona Poli, e Calvarese assegna il calcio di rigore. I nerazzurri contestano la scelta dell’arbitro, ma dagli undici metri Verdi spiazza Sportiello e trova la rete dell’1-1.

Finale, nessun sussulto. Nonostante la buona volontà emiliana, la gara nel finale non regala più nessun sussulto e dopo 5 minuti di recupero l’Atalanta strappa l’1-1. La gara è stata insipida, ma gli orobici possono guardare il bicchiere mezzo pieno: il pareggio di Modena con il Carpi, combinato con la sconfitta del Frosinone a Genova vale il +7 sulla zona rossa (+8 grazie agli scontri diretti). E nonostante una prestazione tutt’altro che scintillante la classifica continua a muoversi verso la matematica salvezza.

 

Carpi – Atalanta 1-1

Reti: 52’ Kurtic (A), 75’ Rig. Verdi (C)

Carpi (4-4-2): Belec, Letizia, Gagliolo, Romagnoli, Poli, Martinho (43’ Pasciuti), Bianco, Lollo, Di Gaudio (63’ Verdi), Lasagna (69’ Mancosu), Mbakogu. All. Castori.

Atalanta (4-3-3): Sportiello, Bellini, Paletta, Masiello, Dramè, Cigarini (73’ Migliaccio), de Roon, Kurtic, Diamanti (87’ Gakpè), Pinilla(66’ Borriello), D’Alessandro. All. Reja.

Arbitro: Calvarese (Meli e Di Vuoio; Tegoni; Guida e Candussio)

Ammoniti: 13’ Bellini (A),26’ Lollo (C), 75’ Diamanti (A), 79’ Gagliolo (C), 89’ Letizia (C), 90’ Borriello (C)

Una risposta a “Col Carpi vince ancora la noia
E la Dea si mangia le mani”

  1. ATA1907

    La vittoria latita… Certo poi quando vinci pareggia l arbitro…A quando un gol di testa direttamente dell arbitro? Almeno sarete contenti…

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