Carretta resta di qua o va di là?
Il renziano che vuol capire Renzi

Dove sono finiti tutti i renziani bergamaschi? Qualche tempo fa pullulavano, oggi invece paiono essere spariti. A parte figure di secondo piano (senza offesa, s’intende) della politica locale, infatti, al momento nessun dem ha seguito l’ex premier nella sua nuova avventura. C’è chi, però, pur non cambiando casacca osserva interessato. Come Niccolò Carretta, consigliere regionale e coordinatore della Lista Gori, goriano prima che renziano effettivamente, ma che non ha mai nascosto di aver deciso di entrare in politica, nel 2012, dopo aver visto e sentito Renzi. E che, davanti alla scissione, è stato chiaro: o il Pd cambia o saranno in molti a passare con Renzi.

 

 

Quindi, che fa? Resta o va?

«Attendo e valuto».

Facile così…

(Ride, ndr) «Ma no, è la verità. E poi quel che penso l’ho già detto».

Ripetiamolo.

«Fingere che la fuoriuscita di Renzi sia stata indolore è mentire. Mentire a se stessi e al proprio elettorato. Fare finta che sia tutto ok è un errore».

Perché un errore?

«Perché si sottovaluta il peso che ha ancora Renzi».

Da qui il suo appello al Pd. Di cui, però, non è un tesserato.

«Non ho ancora rinnovato la tessera».

Come mai?

«Perché è un atto importante, che non si fa solo per inerzia. Io, dal 2012, l’ho sempre fatto nonostante mi sia preso molte critiche per la mia veste civica a livello locale e questo perché ho sempre ritenuto il Pd la mia casa valoriale, diciamo».

Se ne deduce che oggi non è più così.

«Devo capire se lo è ancora. Per questo ho lanciato un messaggio».

Che dice…?

«Che è il momento della svolta. O il Pd evolve, anche cambiando le proprie modalità di aggregazione, oppure sarà troppo tardi».

Sia più chiaro.

«Vorrei iniziare a parlare di un cambio di paradigma. Se il Pd vuole mantenere la propria vocazione maggioritaria, e io penso che questo debba essere un punto imprescindibile, deve cambiare rotta. Vanno riconosciute le realtà civiche e associative, non vanno più guardate con puro spirito utilitaristico o con sospetto».

Traduco: vuole portare la Lista Gori dentro al Pd.

«Io vorrei che il civismo venisse riconosciuto come un interlocutore che può stare in un perimetro comune a quello del Pd. Questo non può accadere solo in occasione e in funzione delle elezioni».

Perché il Pd dovrebbe ascoltare un non iscritto?

«Capisco la critica e io non penso di essere detentore di alcuna verità. Non sto cercando un pretesto per andarmene. Penso solo che sia davvero il momento che…

 

Articolo completo a pagina 6 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 17 ottobre. In versione digitale, qui.

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.