Chiesa agli ex Riuniti, che pasticcio!
L’impresa di scontentare tutti

A giorni, la ex chiesa degli ex Riuniti sarà dell’Associazione Musulmani di Bergamo, che se l’è aggiudicata all’asta indetta dall’Azienda ospedaliera Papa Giovanni XXIII lo scorso ottobre per la cifra di circa 450 mila euro. Nei giorni scorsi, infatti, l’Asst ha formalizzato la cosa con un’apposita delibera dopo aver, per mesi e mesi, fatto le pulci a ogni possibile documento e scartoffia relativi all’offerta dell’Associazione, senza però trovare alcuna irregolarità. E così, per metà mese, le cessione verrà sancita con firma davanti a un notaio. In ogni caso, però, l’ex cappella non diventerà mai una moschea. Come annunciato cinque mesi fa, per la precisione il giorno stesso dell’apertura delle buste (il 25 ottobre), Regione Lombardia farà valere il proprio diritto di prelazione (previsto dalla legge) e tornerà a essere proprietaria dell’immobile. Sì, perché l’ex chiesa era, come detto, di proprietà dell’Asst, che è un ente direttamente controllato dalla Regione. Un caso più unico che raro, dunque: la stessa “persona” (giuridica, nel caso di specie) che ha messo all’asta un bene, decide di rientrarne in possesso. E così un’operazione pensata per portare soldi nelle casse regionali, finirà invece per svuotarle di 450 mila euro.

 

 

La novità, però, è un’altra: così come i musulmani, neppure la comunità ortodossa rumena potrà pregare in largo Barozzi. Eppure padre Gheorghe Velescu aveva ricevuto rassicurazioni dal governatore Attilio Fontana. Gli ortodossi rumeni infatti, grazie a un accordo con Comune e Asst, da diverso tempo hanno reso l’ex cappella il loro luogo di culto cittadino. Avevano anche partecipato all’asta, ma ne erano usciti sconfitti. Nonostante questo, nei giorni immediatamente successivi all’apertura delle buste la Regione li aveva tranquillizzati e tutti davano per certo che sarebbe stato siglato un nuovo accordo con Palazzo Lombardia. Invece, la scorsa settimana, l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera prima, e lo stesso Fontana poi, hanno cambiato le carte in tavola, annunciando che la chiesetta verrà destinata a «un progetto culturale in via definizione» e a cui sta lavorando l’assessore regionale alla Cultura, Stefano Bruno Galli. Per ora si sa poco di più, ma il governatore lombardo ha dichiarato che, appena sarà pronto, il progetto verrà presentato alla cittadinanza.

In attesa di scoprire il futuro dell’immobile, però, vanno registrate le (prevedibili) reazioni sia dei musulmani che degli ortodossi. I primi, a dire il vero, mantengono la linea…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 11 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 18 aprile. In versione digitale, qui.

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