Chiesti 30 anni per il marito
della ragazza uccisa ad Albino

Ha preso il via il processo che vede imputato Amine El Ghazzali, 25enne di origini marocchine, accusato di avere ucciso a coltellate la moglie disabile Sara El Omri. Il pubblico ministero Raffaella Latorraca ha chiesto la condanna a 30 anni di carcere per El Ghazzali. L’accusa nei suoi confronti è di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà. L’ipotesi su cui hanno lavorato i carabinieri è quella del delitto passionale. Sara infatti non voleva divorziare, ma nel frattempo il marito aveva avviato una relazione con una 16enne svizzera di origine kosovara, incinta, anche lei finita in carcere perché coinvolta nel delitto.

 

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Sara El Omri, 19 anni, disabile residente a Cene che lavorava come barista in un locale della zona, il 2 giugno di un anno fa, in un angolo buio tra il parcheggio della tramvia e il fiume Serio ad Albino, è stata colpita con 24 coltellate. Poco prima di morire è riuscita a pronunciare alcune parole davanti a due giovani testimoni che erano accorsi per soccorrerla, pensando che avesse accusato un malore: «Mi ha ucciso lui, quel ragazzo», ha detto indicando il marito che si era finto un passante preoccupato per la sua salute. Rintracciato e messo alle strette dagli inquirenti, il presunto omicida, un clandestino che viveva in una tenda sul greto del fiume, ha raccontato di essersi difeso da un’aggressione della moglie: «Ha portato lei il coltello, era gelosa del bambino che nascerà», aveva detto. Una versione ritenuta però non credibile, anche perché un testimone nel pomeriggio di quel giorno aveva notato El Ghazzali nella tenda con il coltello accanto. Inoltre, qualche giorno prima del delitto, Sara, che aveva problemi cognitivi e una malformazione alla mano, si era presentata a casa dei genitori con lividi al collo e i denti rotti dicendo che era caduta dal treno. Poi però era fuggita e aveva voluto tornare alla tenda.

 

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 [Una manifestazione al Albino per chiedere giustizia per Sara El Omri]

 

I testimoni hanno raccontato che quella sera intorno alle 22.30 hanno notato Sara attraversare la strada e poi cadere a terra. Accorsi per prestarle aiuto, hanno capito subito che era successo qualcosa di grave. Dietro di loro, poco dopo, è arrivato anche il presunto omicida che la ragazza, prima di morire, è riuscita a indicare. Uno dei giovani ha quindi chiamato i soccorsi e poi i carabinieri che hanno subito avviato le ricerche dell’uomo. Intorno all’una, nascosta lungo la sponda del fiume è stata trovata l’amante minorenne di El Ghazzali. Un’ora dopo, grazie a una massiccia caccia all’uomo che ha visto impegnati 60 uomini delle forze dell’ordine e l’elicottero che illuminava l’intera area, il 24enne è stato avvistato nella zona industriale di Nembro, nascosto sopra un furgone. Nel frattempo, altri carabinieri hanno rinvenuto nel fiume e lungo la pista ciclabile i due coltelli da cucina che sarebbero stati utilizzati per l’omicidio.

La difesa di El Ghazzali sarà ascoltata in aula il 10 maggio.

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