Ora i commercianti di Stezzano
dichiarano guerra alla Giunta

La falange dei piccoli commercianti del centro si è schierata, compatta, contro la giunta Poma; qualche defezione c’è stata, ma i presenti erano piuttosto agguerriti e sul palazzo municipale sono piovuti gli strali di una polemica che rischia di esacerbarsi. Il casus belli sono i lavori in Piazza della Libertà. Primo perché potrebbero durare oltre il previsto (dicembre): «Basta che geli un attimo e finiscono in primavera»; addirittura, secondo un’autorevole soffiata, si starà in ballo almeno fino a maggio. Secondo, e se lo chiedono in tanti, erano proprio necessari?

 

 

Gli esercenti si sono dati appuntamento giovedì 15 novembre al civico 30 di via Dante, nei locali del vecchio quartier generale della Lega Nord stezzanese. L’ex calciatore Oliviero Garlini ha presieduto l’incontro insieme a Michele Mirtani, già sindaco dal ’95 al 2004 e imprenditore dentro e fuori Stezzano. Gente che le cose le vuole cambiare, a quanto dicono, come i commercianti del resto: di qui l’intenzione di correre alle prossime elezioni nelle liste dell’attuale maggioranza o in autonomia, formando un gruppo civico nuovo; anche perché i commercianti non avrebbero nessuno che li rappresenti nelle stanze del potere e i politici di adesso, secondo loro, fanno promesse su promesse senza mantenerle. «Qualcosa non funziona, se siamo qui stasera – esordisce Mirtani –. Gli effetti negativi del cantiere sono sotto gli occhi di tutti, ma soprattutto, quali sono gli scenari futuri di questa piazza? Prima il paese era attraversato dalla Statale 42 che era una camera a gas. Con la circonvallazione, tra il 1996 e il 2001, abbiamo eliminato il novanta per cento del traffico pesante rendendo Stezzano vivibile. La piazza è stata architettata molto bene alla fine degli anni ’80, non capisco perché rifarla completamente. Per di più ora ci sono poche caditoie, le soglie sono tirate e con le ultime tempeste la piazza è diventata un lago».

 

 

Le cose da cambiare nella fattispecie si chiamano parcheggi e viabilità. Prima dei lavori i parcheggi erano ventinove in tutto (esclusi quelli per i motocicli), ora passano a ventuno e i pochi che ci sono li occupano i residenti. «Ci avevano garantito che avrebbero acquisito lo spazio adiacente alla banca per farci i posteggi – dice uno dei presenti –. Invece si sono occupati di tutt’altro: la biblioteca, la caserma, il bocciodromo…». E ancora: «La piazza è fatta per essere vissuta, non puoi mettermi i parcheggi a duecento metri; metteteli almeno in fondo alla piazza, davanti al giornalaio. La gente deve arrivare con la macchina come arriva al supermercato, non siamo più negli anni ’60. Se no prima o poi chiudiamo. Ci sono persone che ci lavorano da…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 49 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 29 novembre. In versione digitale, qui.

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