Botte ai tifosi, cos’ha detto Salvini

La mattina di lunedì 11 marzo, alla Prefettura di Bergamo in via Tasso, il ministro degli Interni Matteo Salvini ha presieduto la riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, affiancato dal prefetto Elisabetta Margiacchi. Presente anche il questore Girolamo Fabiano e i vertici dei carabinieri e della Guardia di finanza, oltre che diverse autorità cittadine. Il tema dell’incontro sono stati gli sgomberi e l’abbattimento delle torri a Zingonia, con i lavori che dovrebbero iniziare la prossima settimana. Ovviamente, però, si è parlato anche (sebbene non molto) del pestaggio da parte della Polizia avvenuto a Firenze il 27 febbraio e di cui sono stati vittime i tifosi nerazzurri.

 

 

La lettera di Gori a Salvini. Il primo a sollevare l’argomento, sebbene nelle “segrete stanze” di via Tasso, è stato il sindaco Giorgio Gori, che ha colto l’occasione della presenza del ministro per consegnargli una lettera nella quale chiede nuovamente chiarezza e verità. Ecco i passaggi più interessanti della missiva:

Sono passate quasi due settimane dai fatti verificatisi a Firenze dopo la partita di Coppa Italia Fiorentina-Atalanta, rispetto ai quali non è ancora dato sapere quale sia la verità.

[…]

I tifosi dell’Atalanta hanno denunciato, in modo molto circostanziato, d’essere stati oggetto di violenze da parte di agenti della Polizia di Stato, senza alcuna apparente motivazione. Né prima, né durante né dopo l’incontro vi erano stati scontri tra i sostenitori delle due squadre. Secondo questa versione dei fatti i tifosi dell’Atalanta erano già sui pullman, sulla via del ritorno, quando la Polizia li ha fermati. Gli agenti sarebbero saliti sul primo pullman e deliberatamente, senza una motivazione, avrebbero picchiato con i manganelli tutti coloro che si trovavano all’interno. I tifosi sarebbero stati presi a calci e pugni mentre scendevano dal pullman, insultati e pesantemente minacciati. Ci sono diverse testimonianze, che ho avuto modo di ascoltare, compresa quella dell’autista del pullman, che accreditano questa ricostruzione.

La versione della Polizia è del tutto diversa. Racconta di un’azione di “repressione preventiva” per evitare che gli ultrà dell’Atalanta si scontrassero con tifosi della Fiorentina che, secondo la Polizia, si sarebbero trovati al Mc Donald sull’opposta carreggiata della superstrada. A distanza di quasi due settimane, nonostante l’identificazione di quasi 130 bergamaschi, nessuno è stato denunciato dalla Polizia, nessuna procedura di Daspo è stata avviata. Le chiedo perciò di appurare e di chiarire con tempestività cos’è effettivamente accaduto. Se la versione dei tifosi atalantini rispondesse alla verità dei fatti si tratterebbe di un episodio gravissimo. Non è in discussione la fiducia nei confronti delle Forze dell’Ordine; ma se c’è stata deliberata violenza ai danni dei tifosi io m’aspetto, come cittadino e come Sindaco della loro città, che i responsabili siano identificati e puniti.

[…]

Lei per ora ha assicurato che “si stanno facendo tutte le verifiche del caso”. Nel frattempo però sono passati diversi giorni. E ancora non è dato sapere cosa realmente sia successo sulla superstrada di Firenze. I tifosi dell’Atalanta, aldilà della denuncia dell’accaduto, hanno dato prova di grande maturità, tanto nei confronti dei tifosi della Fiorentina – ritrovati pochi giorni dopo a Bergamo – quanto nei confronti delle Forze dell’Ordine. La stessa serietà, lo stesso senso di responsabilità io chiedo a Lei, per il ruolo che riveste. Le chiedo quindi, a nome di tutta la comunità bergamasca, di chiarire cosa sia effettivamente accaduto a Firenze la sera del 28 febbraio e di provvedere di conseguenza.

 

 

La risposta di Salvini sul pestaggio. A incontro concluso, prima di rispondere alle domande dei giornalisti presenti, Salvini ha voluto parlare proprio del caso in questione. «Sul post Atalanta-Fiorentina confermo che tutti gli approfondimenti sono in corso – ha dichiarato il ministro -. Siccome c’è di mezzo la Procura e mi si insegna che la separazione dei poteri va rispettata, attendo scrupolosamente, da cittadino e da ministro, le risultanze degli approfondimenti che sono in corso. Non spetta a me dare giudizi prima del tempo». Un Salvini stranamente “democristiano”, dunque, che ha preferito giocare d’anticipo ed evitare eventuali domande nella conferenza stampa. Domande che, però, alla fine sono comunque arrivate. E a porle è stato Fabio Gennari, collaboratore proprio di BergamoPost, che ha cercato di strappare a Salvini qualche informazione in più. Il vicepremier, però, è stato abbastanza fumoso: «Non più tardi di un mese fa ho convocato a Roma un comitato con tutte le rappresentanze del mondo calcio: arbitri, allenatori, calciatori, professionisti, dilettanti. Quindi io sono il primo a sperare che il calcio torni a essere semplicemente un bel gioco. E lo dico da tifoso, non da ministro. Anzi, da ultrà. Perché spesso mi è stato rimproverato di essere un ministro che va in curva, ma è così. Ci andavo e ci vado ancora in curva, perché anche lì ci sono persone perbene e persone meno perbene, come in tutta la società. Ovviamente le forze dell’ordine impegnate fanno un grande lavoro e ritengo giusto che di questi costi se ne facciano carico le società di calcio e non i cittadini. Poi, se errori ci sono stati, è giusto che vengano riconosciuti. Detto questo, fortunatamente i casi di violenza nel calcio sono in diminuzione. Le aggressioni sono in diminuzione, così come i feriti e i fermati. Il trend è positivo, ma non bisogna abbassare la guardia. Quindi attendo riscontri nel massimo rispetto di chi sta indagando su quanto accaduto. Non sono certo il ministro, il sindaco, il tifoso o l’edicolante a poter dare delle risposte. C’è gente che, invece, per lavoro deve dare delle risposte».

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.