Dalmine e il rumore, il comune
blocca le proposte Tenaris

A Dalmine si cambia musica. O, quanto meno, si cerca di abbassarne il volume. È stato infatti approvato definitivamente lo scorso venerdì 20 luglio il “piano di zonizzazione” acustica della Città. Una creatura articolata e rimasta al vaglio di possibili critiche per diversi mesi, che ora può finalmente uscire allo scoperto, e permettere ai cittadini dalminesi di capire quanto rumore si può fare a seconda del punto in cui ci si trova. «Le osservazioni che ci sono pervenute sono state molto limitate. In compenso, abbiamo ricevuto pareri favorevoli da parte del Comune di Treviolo, che non ha rilevato motivi di conflitto nelle zone poste a confine tra i due paesi; e da parte dell’Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente)», ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Corrado Negrini.

 

 

Il cambio di passo in fatto di suoni è epocale, se si considera che l’ultimo aggiornamento risaliva ormai agli ultimi anni Novanta. Il programma ha il nobile intento di mettere in azione accorgimenti che aiutino ad arginare le principali cause di inquinamento acustico e che pongano in luce gli interventi necessari a far respirare le zone del Comune che, fino ad oggi, sono state afflitte da alti livelli di quella conosciuta come «rumorosità ambientale». L’esperto del settore, Paolo Grimaldi, che ha esposto i risultati delle analisi fatte sul campo per aggiornare la situazione, ha inoltre spiegato come «l’inquinamento acustico in genere non viene monitorato costantemente come accade invece con l’aria. Può più facilmente essere oggetto di segnalazioni ma, per fortuna, è anche meno complesso da risolvere. Per intenderci, non è detto che se un’azienda supera i limiti occorra per forza trovare una soluzione. Se nessuno si lamenta è come se quell’inquinamento acustico non ci fosse».

 

 

Qualcuno, tuttavia, si è lamentato. È il caso dei cittadini Gian Battista Pirola, Sergio Pirola e Enzo Benedetti, che hanno avanzato una modifica del piano, poiché l’area su cui sorgono le loro abitazioni (ossia quella interessata da viale Mariano, che si trova proprio di fronte allo stabilimento della Dalmine) è stata considerata come appartenente alla quarta classe di immissione (area di intensa attività umana). I tre firmatari dell’osservazione, invece, hanno chiesto il declassamento alla seconda classe (area prevalentemente residenziale), o almeno alla terza classe (area di tipo misto). La modifica è stata tuttavia respinta dall’Ammministrazione, proprio per la prossimità delle loro case agli stabilimenti della Dalmine e per l’intenso traffico che caratterizza da sempre il segmento comprendente viale Lombardia e viale Mariano. Quest’ultima, non a caso, è tra le zone più soggette a inquinamento acustico. A farle compagnia, porta Nord, porta Sud, il bosco delle attività polifunzionali e Guzzanica, che è particolarmente sensibile all’annosa questione dell’autostrada. Ed è…»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 23 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 2 agosto. In versione digitale, qui.

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