Abbiamo dato i voti allo show
che ha aperto la campagna di Gori

«Stringetevi e sorridete. Poi tutti di nuovo al lavoro!». Christophe Sanchez, capo di gabinetto del Comune di Bergamo, batteva le mani e dava indicazioni ai giovani volontari di blu vestiti mentre questi, sul palco, sorridevano al fotografo. Dietro di loro la facciona di Giorgio Gori e la grande scritta “Sempre più Bergamo”, slogan della campagna elettorale. Sabato 13 aprile, al Centro congressi, si è tenuto l’evento che ha aperto le danze degli ultimi quaranta giorni prima del voto. E mentre nel centrodestra si stanno ancora limando gli ultimi dettagli, Gori ha presentato quelle che supporteranno lui. Che saranno cinque e non quattro, visto che +Europa ha deciso di andare da solo e di non entrare nella neonata lista Patto per Bergamo.

 

[Gori con Emilio Del Bono (a sinistra) e Giuseppe Sala (a destra)]

 

Una volta riempita la sala (c’erano circa quattrocento persone), il “convegno” ha avuto inizio. Il sindaco è parso a suo agio, meno impettito che in altre situazioni e quasi simpatico. Potenza della campagna elettorale. Come prima cosa ha invitato sul palco i membri della Giunta per ringraziarli. Sono saliti tutti, tranne due: Maria Carolina Marchesi, assessore alle Politiche sociali, perché «purtroppo è in ritardo», e Stefano Zanoni, assessore alla Mobilità, «perché anche noi abbiamo le nostre passioncelle – spiega Gori tra il divertito e il basito – e oggi Zenoni è in giro a… suonare». Dopo gli onori di casa, è iniziato il tourbillon di discorsi sul palco, tenuti dai rappresentanti delle varie liste e dallo stesso Gori, affiancato da due ospiti d’eccezione: gli amici e colleghi primi cittadini di Milano e Brescia, Giuseppe Sala ed Emilio Del Bono. Ben presto il limite di sei minuti circa a intervento è andato a farsi benedire, nonostante i tecnici provassero a stoppare l’onda di parola facendo partire della musica a palla. Niente: i politici, un po’ come i giornalisti, sono logorroici per natura. Anche quelli che non lo fanno di professione. Detto ciò, ci sono stati interventi interessanti e altri un po’ meno. E siccome non vogliamo tediarvi, abbiamo pensato di dare i voti ad alcuni di coloro che hanno parlato, valutando sia il contenuto che lo stile. Ovviamente non potevamo che iniziare dal padrone di casa.

 

Giorgio Gori
(sindaco e candidato sindaco)
7

Parte bene regalando sorrisi e abbracci un po’ a tutti e concedendosi uno stile scanzonato che non gli calza proprio a pennello ma che ci sta bene data l’atmosfera di festa. Alla fine chiude l’evento con il suo discorso. E quando entra insieme al leggio, la sala mormora. Molti hanno ancora nella memoria i ben cinquanta minuti di discorso da lui tenuto poco più di un anno fa a Milano in occasione della presentazione ufficiale della sua campagna per le Regionali. Fortunatamente stavolta si contiene, ma parla comunque per una ventina di minuti buoni. Bene, ma non benissimo.

 

Federico Pedersoli
(segretario cittadino Pd)
6,5

Sale sul palco anche se non è un candidato, e lo fa avvolto in una bandiera dell’Europa. Elogia Gori, elogia il Pd e passa il microfono. Istituzionale.

 

Marzia Marchesi
(capolista donna Pd)
6,5

Il look molto rock (jeans e chiodo in pelle) non riesce a nascondere l’emozione che prova e che si percepisce dalla voce leggermente tremante. La cosa le fa conquistare un sentito applauso. Parla poi di ascolto della gente, di ambiente, di…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 8 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 25 aprile. In versione digitale, qui.

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