I voti alla Primavera dell’Atalanta
diventata Campione d‘Italia ‘18-‘19

Come tutti sanno, la storica stagione atalantina ‘18-’19 si è conclusa, oltre che con la qualificazione alla prossima edizione della Champions League della prima squadra, anche con la vittoria dello Scudetto Primavera. Abbiamo a lungo celebrato il trionfo della corazzata di Brambilla nel massimo campionato Under 19, senza però soffermarci sui giocatori che hanno reso possibile un traguardo così prestigioso. Mettiamo ora sotto la lente di ingrandimento i vari reparti della macchina da guerra che è stata in grado di travolgere qualsiasi ostacolo si presentasse sul suo cammino, la Primavera dell’Atalanta.

 

Portieri: voto 9

Partiamo dal ruolo più delicato, che ha il compito di dare sicurezza alla difesa e farsi sempre trovare pronto. Il pacchetto degli estremi difensori orobici ha disputato una grandissima stagione. Non è semplice per un portiere della formazione più forte d’Italia risultare decisivo ai fini del risultato. Oltre alle doti tecniche, serve sicuramente la concentrazione, un aspetto che diventa fondamentale a determinati livelli, e sia Carnesecchi (in foto) che Ndiaye hanno offerto ottime performance sotto tutti gli aspetti. Il gioiellino ex Cesena è stato il titolare indiscusso nelle gerarchie di Brambilla ed è stato fuori in appena quattro circostanze. Nel finale di stagione il mister ha deciso di concedere più spazio al classe 2000 africano e, con la complicità della convocazione in Nazionale U20 di Carnesecchi, Ndiaye è sceso in campo nella semifinale e nella finale Scudetto. Esordio positivo anche per il ’01 Gelmi, che però ha collezionato una sola presenza stagionale in Primavera.

 

Difesa: voto 8.5

Proseguendo verso la zona nevralgica del campo troviamo la linea difensiva, un reparto che ha saputo perfezionare con il tempo i meccanismi di gioco e ha chiuso la regular season con 37 gol subiti in 30 giornate. Un buonissimo risultato perché meglio dei nerazzurri ha fatto solo la Sampdoria, che ne ha incassati 28 arrivando però in undicesima posizione. Tra i protagonisti troviamo il difensore centrale Okoli (in foto), perno inamovibile nello scacchiere tattico bergamasco nonostante la giovane età. Al suo fianco, Brambilla è stato costretto ad alternare Guth ed Heidenreich, con quest’ultimo fermo ai box tre mesi per un grave infortunio. Entrambi hanno ben figurato aiutando la squadra a vincere il campionato. Sulla destra Zortea si è dimostrato un motorino inesauribile e il suo contributo in fase offensiva è stato determinante. A sinistra staffetta tra il terzino della Nazionale Brogni e Girgi, con entrambi spesso bloccati in posizione arretrata per favorire la spinta dell’altro esterno. L’ex Genoa ha giocato in tredici occasioni mentre l’azzurro è stato utilizzato 19 volte.

 

Centrocampo: voto 9

È arrivato ora il momento di parlare del ruolo in cui hanno militato gli elementi con più esperienza della compagine nerazzurra, il cervello da cui sono nate la maggior parte delle fitte trame di gioco della Dea. Se la rosa atalantina si è fatta apprezzare per tutta la stagione per il bellissimo calcio è merito anche e soprattutto dei giocatori di valore presenti a centrocampo. Colpani (in foto) e Del Prato sono i due fuoriquota che si sono contesi da settembre a giugno la fascia di capitano diventando dei fari della mediana. Oltre a essere utili in fase di non possesso, con la funzione di proteggere la retroguardia, hanno risolto diversi big match segnando gol pesanti. In particolare, le dieci marcature realizzate da Colpani dimostrano il suo ruolo cruciale all’interno del gruppo Campione d’Italia. Pur partendo dietro nelle gerarchie, Da Riva si è costruito qualche chance in un centrocampo affollato da numerosi giocatori di prima fascia per la categoria, così come Gyabuaa e Cortinovis. Menzione speciale per Braciano Ta Bi, classe ‘99 arrivato a gennaio per completare il reparto e prezioso nella fase cruciale della stagione con la sua fisicità e le tre reti messe a referto.

 

Attacco: voto 9.5

Chiudiamo con il pacchetto che ha trascinato la corazzata orobica alla vittoria del tricolore. Un insieme di giovani promesse dal fiuto per il gol smisurato, capaci di siglare la bellezza di 94 sigilli in 36 incontri ufficiali tra campionato, Coppa Italia e fasi finali. Un bottino impressionante, frutto di un’organizzazione di squadra perfetta e delle qualità dei singoli. Sono tanti i nomi degli attaccanti che hanno inciso sui risultati e tra questi troviamo il bomber bergamasco Piccoli autore di 16 reti in tutte le competizioni, impreziosite dall’esordio in Serie A. Altro protagonista l’eroe della semifinale e della finale Scudetto Colley (in foto), talento in grado di decidere gli incontri clou con le sue 13 marcature. Senza dimenticare l’apporto offerto da Kulusevski, trequartista svedese letale con la sfera incollata al piede. Gli 11 centri stagionali gli hanno spalancato le porte della Serie A. Completano un reparto stellare il classe ’02 più promettente della penisola, Traore, con i suoi 7 sigilli, l’esterno sinistro Cambiaghi cresciuto esponenzialmente negli ultimi mesi (ha concluso l’anno con 9 gol) e l’altro esterno Peli, rapido e scattante sulla fascia opposta.

 

Brambilla: voto 9.5

Il tecnico nerazzurro aveva a disposizione una rosa paragonabile a una Ferrari ed è riuscito a farla correre al massimo delle proprie potenzialità. Ha saputo lavorare sui punti deboli della sua squadra creando un gruppo quasi perfetto ed è riuscito a toccare i tasti giusti per convincere i giocatori dei loro mezzi. Lo Scudetto Primavera è un altro traguardo importantissimo raggiunto nella sua carriera da allenatore.

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