Disturbi comportamento alimentare:
i Lions in campo per combatterli

Il convegno “I disturbi del comportamento alimentare: un’emergenza per il territorio”, promosso dal Lions Club International con il Centro DCA della Casa di Cura B. Palazzolo di Bergamo, ha voluto sensibilizzare l’uditorio sul problema emergente, anche nella provincia di Bergamo, riguardo i disturbi del comportamento alimentare. Ha avuto lo scopo di fornire informazioni sulla complessità di un disturbo tanto delicato quanto complesso e ancora non completamente noto alla maggior parte della popolazione e che invece ha una rilevanza statistica importante, costituendo la seconda causa di decessi, dopo gli incidenti stradali, nell’adolescenza e nella prima giovinezza.

 

 

Davanti a una platea di circa centoventi persone, si sono alternati relatori che hanno parlato:

  • dei fattori che determinano il sorgere, il precipitare e il mantenere la malattia (dott. Angelo Amaglio, responsabile del Centro);
  • dell’adolescenza come età di rischio legato alla crescita fisica e alla delicata evoluzione psicologica dovuta al passaggio da una condizione di dipendenza all’autonomia (dott. Gabriella Affinito, psicologa clinica del Centro);
  • di Sc(Hi)accia DCA, l’applicazione del Centro del Palazzolo, finalizzata a intercettare il bisogno di conoscenza, allo scopo far nascere la richiesta d’aiuto negli adolescenti e fornire indicazioni ad amici, a genitori e ad educatori di persone che si trovano in difficoltà con il cibo (Simone Raineri, coordinatore del Centro);
  • del ruolo fondamentale della famiglia nella diagnosi precoce e nell’accompagnamento al percorso terapeutico, nel quale i genitori sono attivamente coinvolti (dott. Silvana Nozzolillo, psicoterapeuta sistemica del Centro);
  • del complesso e articolato oltre che personalizzato trattamento nella cura dei DCA e del lavoro del Centro (dott. Rosamaria Gozio, psichiatra del Centro).

I messaggi più pregnanti dell’incontro sono stati la necessità della prevenzione e della diagnosi precoce, con la lettura attenta dei messaggi dettati dal linguaggio del corpo e dalle anomalie di comportamento dei giovani pazienti; l’arma della pazienza per seguire, pazienti e famiglie, un trattamento lungo e non scevro da rischi di recidive; la gravità dei danni psicologici e organici che tale patologia può causare; la possibilità di guarigione completa in circa i quattro-quinti dei casi; la necessità di un approccio interdisciplinare, medico, psicologico, dietologico; l’importanza del sostegno alle famiglie; l’utilità della app Sc(Hi)accia DCA per contattare e agganciare pazienti che altrimenti sarebbero sfuggiti all’osservazione clinica. Un convegno estremamente interessante, che ha fatto il punto su una malattia troppo spesso silente e sottovalutata.