Altro che elfi di Babbo Natale
Amazon preferisce affidarsi ai robot

L’avvicinamento del periodo natalizio è sinonimo per le grandi aziende dell’ecommerce di aumento esponenziale della mole di lavoro, e per sopperire a questa urgenza Amazon ha deciso di “affidarsi” a 15 mila Kiva. Il colosso di Seattle, fondato nel 1994 dall’attuale CEO Jeff Bezos con il nome di Cadabra.com, ha annunciato che assumerà 80 mila lavoratori stagionali nei centri di smistamento e che, inoltre, si affiderà ad un discreto numero di robot, suddivisi in 10 diversi magazzini degli Stati Uniti. Oltre ad un consistente incremento di efficienza e rapidità lavorativa, con questa operazione Amazon dovrebbe riuscire ad ottenere un taglio dei costi di logistica consistente, da 400 a 900 milioni di dollari.

I Kiva sono degli apparecchi di colore arancione prodotti dalla Kiva System, una società acquisita da Bezos nel 2012 per 775 milioni di dollari; pesano circa 145 kg e sono in grado di spostare fino a 326 kg, riuscendo a muovere comodamente bancali da una parte all’altra dei magazzini. I robot permettono di guadagnare ben 77 minuti sugli spostamenti (impiegando solamente 13 minuti a muovere le merci fino alla porta d’ingresso, a fronte dei 90 minuti impiegati dagli uomini), oltre a 32 chilometri al giorno di movimento risparmiati ai lavoratori. Il sistema che coordina i macchinari arancioni è fondato su dei sensori che, rilevando una griglia invisibile, segnalata da una sequenza di codici a barre presenti sul pavimento della zona di lavorazione, permettono ai robot di evitare collisioni con gli altri loro simili in un contesto dove gli è permesso di muoversi in modo libero, autonomo e ordinato. Una volta raggiunta la posizione predefinita, sollevano lo scaffale con il materiale da consegnare trasportandolo fino al punto dove è presente l’operatore che procede alla spedizione; anche l’operazione di aggiornamento dell’inventario è sempre compiuto dal robot e non più dall’operatore, come invece accadeva prima.

Il prodotto è già stato provato da uno dei centri di sviluppo di ottava generazione di Amazon a Tracy in California, che conta circa 21 milioni di prodotti, potendo gestire fino a 700.000 ordini giornalieri. Oltre infatti ai 2500 lavoratori stagionali assunti si è puntato fortemente sui robot Kiva per rispondere velocemente alla domanda natalizia e di saldi, senza più “prestarli” ad altre aziende (come avvenne in passato con Gap).

 

 

I Kiva non sono l’unico caso di automazione del lavoro nell’azienda californiana: un altro esempio è costituito dalla macchina Robo-Stow, uno dei bracci meccanici più grandi del mondo, in grado sollevare interi scaffali da un piano all’altro di un magazzino in meno di 30 minuti.

Bezos spera che la rapidità e l’efficienza nella consegna, garantita da questi robot, possa invertire il trend negativo di Amazon: nell’ultimo trimestre infatti ha avuto perdite per 544 milioni di dollari e, pur ottenendo il 20% in più dei ricavi dell’anno passato, non ha prodotto utili.