Festa della Dea, partenza col botto
Su mietitrebbia e camion di tronchi

Dopo un’annata travagliata, fatta di squalifiche di tre mesi e di processi con accuse anche molto pesanti come l’associazione a delinquere, gli ultras della Curva Pisani hanno dato il via alla quattordicesima edizione della Festa della Dea e la prima serata è stato un successo. Il piazzale attiguo al centro commerciale OrioCenter era completamente pieno di tifosi e il clima di passione e attaccamento alla maglia che si respirava era quello dei giorni migliori.

 

Il via poco dopo le 22.30. Birrerie e cucine hanno aperto per l’ora di cena, il piazzale si è andato via via riempiendo fin dalle 20.30 e con il calare dell’oscurità il termometro della passione si è subito spinto ai massimi livelli. Il Bocia ha preso la scena insieme a due piccoli tifosi che si sono messi ad incitare la folla lanciando cori da stadio alle 22.40 in punto. Poi le prime parole del leader della Curva Pisani, eloquenti: «Inizia la quattordicesima edizione di una festa organizzata da un’associazione a delinquere». Il canovaccio della serata ha seguito il modello ormai consolidato: cori e battimani hanno subito riscaldato l’atmosfera e quando è stato chiamato l’ingresso degli ospiti è arrivata la prima bella sorpresa della serata. I giocatori della rosa 2015/2016 hanno raggiunto il palco sistemati in qualche modo su un camion carico di enormi tronchi di legno, mentre per le vecchie glorie si è scelta una mietitrebbia.

 

 

Bambini ovunque ed entusiasmo alle stelle. Il colpo d’occhio, dal palco, era incredibile. Oltre ai tantissimi tifosi che gremivano il piazzale, nella zona riservata agli ospiti hanno continuato a salire bambini bardati di nerazzurro che si sono sistemati ai lati dei propri beniamini. Gli applausi più forti sono andati ai protagonisti di oggi. Per la prima squadra c’erano Raimondi, Gomez, Estigarribia (la sua presenza ha di fatto sancito l’acquisto da parte della Dea), Dramè, Marilungo, Giorgi, Grassi, Canini e il giovanissimo Tulissi (bergamasco di Nembro). Frezzolini, ex portiere e da pochissime ore nuovo preparatore dei portieri del settore giovanile, è parso visibilmente emozionato e molto colpito dall’affetto e dall’abbraccio del popolo orobico. Tra le vecchie glorie, la prima serata ha visto salire sul palco Magnocavallo, Magrin, Rossi, Filisetti e Ivano Bonetti. Per quest’ultimo, in particolare, l’accoglienza è stata grandiosa visto che alla Festa della Dea (nonostante i tanti inviti) l’eroe di Lisbona (Coppa delle Coppe 1987/1988) non c’era mai stato. Marino Magrin ha intonato insieme ai tifosi la canzone dedicata all’Atalanta che incise durante la sua permanenza a Bergamo.

 

Estigarribia e Gomez show. Quando il Bocia ha presentato i due sudamericani Marcelo Estigarribia e Papu Gomez, l’urlo dei tifosi è stato fortissimo. Il paraguaiano ha ringraziato tutti per il sostegno, si è moto rammaricato per non essere stato utile alla causa visti gli infortuni ma ha promesso di dare tutto in ritiro per portare la Dea più in alto possibile. Il Papu, dopo aver ripreso con il telefonino la folla dall’alto del camion che lo ha accompagnato sul palco, ha parlato di sensazioni bellissime: «Non ho mai visto una cosa così, per me è la prima volta qui e vi ringrazio davvero», sono state le sue parole. Benalouane e Dramè hanno ringraziato tutti per l’affetto, mentre Marilungo («Non parlo molto perché sono una capra») e Giorgi («Spero di restare a Bergamo») hanno reso molto bene il concetto con pochissime frasi. L’abbraccio più grande è arrivato per Giorgio Frezzolini: il portiere romano aveva gl occhi lucidi e ha ringraziato la gente che, nonostante le poche presenze, gli è sempre stata vicino.

CR77, capitano vero. L’ultimo che ha preso la parola è stato Cristian Raimondi. Dopo il recente rinnovo di contratto, la voglia di ripartire del numero 77 idolo della tifoseria si tagliava a fette e le sue parole non hanno lasciato spazio a troppe interpretazioni. In perfetto dialetto orobico, Raimondi ha chiarito il concetto: «An ga de maia l’erba del camp». Chiaro, limpido, fortissimamente atalantino.

 

 

La solidarietà per il Rwanda. Quando la mezzanotte era ormai prossima, sul palco è salito Rino Berlendis. Giunto alla sua 74esima missione, Berlendis ha ricevuto dalla Curva Pisani un assegno da 5mila euro che servirà per migliorare il centro di cure ortopediche africano di cui l’alpino zognese è stato fondatore. «Grazie davvero, ancora una volta ci avete dato una grossa mano», sono state le sue parole davanti alla folla. Dopo tanti applausi, tante premiazioni e tantissime emozioni la serata si è chiusa con il classico coro «Bergamo, Bergamo» e con una serie infinita di selfie che i bimbi sul palco hanno strappato praticamente a tutti i giocatori. La Festa della Dea è iniziata, la prima sera è stata un successo e basta fissare i volti, gli occhi e i sorrisi di chi c’era per rendersi conto che la passione per l’Atalanta è qualcosa di magico che accomuna tantissima gente. Ultras e non.

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