Il giallo della chiusura della Chicca
vicino alla soluzione (speriamo…)

Il giallo della Chicca, la caffetteria di via Pignolo, sembra vicino alla risoluzione: dopo il nostro articolo del 18 ottobre, è arrivata in redazione la lettera di Valbona Collaku, che della caffetteria era il gestore, nonché l’inventore, insieme al marito, diversi anni orsono. Scrive Valbona: «Vi scrivo in qualità di ex gestore della caffetteria fino alla primavera del 2018 quando l’ho affittata ad altro soggetto. Purtroppo quest’ultimo, ad agosto 2019, ha deciso unilateralmente di chiudere l’attività, restituendo le chiavi ai proprietari dei muri, senza avvisarmi, né concordare con me il rilascio della caffetteria. Purtroppo questa situazione sta causando gravi danni economici sia a me (dato che nella caffetteria c’erano generi alimentari ormai scaduti e attrezzature di mia proprietà) sia alla mia clientela. Preciso che attualmente è in corso un contenzioso giudiziario sia contro questa persona, sia contro la proprietà dei muri; spero di poter risolvere la situazione presto e di rientrare in possesso del locale entro la fine di novembre».

La situazione è abbastanza intricata. Spiega l’avvocato della signora Valbona, Marco Cominetti: «Il locale è stato chiuso in agosto, improvvisamente, creando notevoli disagi. Abbiamo fatto un ricorso d’urgenza al tribunale, l’udienza è in programma martedì 12». Ma che cosa è successo in realtà? La signora Valbona è proprietaria del bar, cioè delle attrezzature, dai tavolini, al bancone, alla macchina del…

 

Articolo completo a pagina 4 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 14 novembre. In versione digitale, qui.

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.