Dinamo-Atalanta 4-0: ridateci la nostra Dea

SECONDO TEMPO: la ripresa si apre con due cambi per il Gasp, che toglie Freuler e Masiello e inserisce Pasalic e Malinovskyi. Una scelta che appare saggia, dato l’Atalanta, anche col nuovo modulo, sembra decisamente più in palla. Al 54′ arriva anche la prima, vera occasione da gol: affondo di Hateboer a destra su grande assist di Malinovskyi, cross sul palo lontano per Pasalic che tenta il piattone in corsa, ma la palla è fuori. Al 58′, invece, ancora Orsic va vicinissimo al 4-0, ma è bravo Gollini. La Dea è un po’ meglio del primo tempo, ma non riesce comunque a pungere e la Dinamo controlla. E quando accelera fa male, come al 68′, quando nuovamente Orsic firma il quarto gol e la tripletta personale: Theophile alza un campanile a casaccio, la palla finisce proprio sui piedi dell’attaccante ex Spezia (zero gol in Liguria…), che sul filo del fuorigioco controlla e batte ancora Gollini. Una punizione eccessiva per i nerazzurri, che al 72′ potrebbero trovare il gol della bandiera con Zapata finalmente bravissimo a liberarsi in area, ma il suo siluro è miracolosamente messo in angolo dal portiere avversario. All’85’ ancora Zapata, ben imbeccato da Ilicic, tenta la via del gol di esterno, ma la prende di punta e la palla finisce fuori. Dopo cinque minuti di recupero, si chiude il debutto, da incubo, dell’Atalanta in Champions. Speriamo sia uno schiaffone utile per il futuro…

 

 

PRIMO TEMPO:  non inizia bene la serata da Champions della Dea. I padroni, infatti, pressano come dei dannati e ci mettono in difficoltà. Dopo appena due minuti, prima occasione per la Dinamo con Orsic: grande azione di Dani Olmo (nettamente il migliore in campo), che scambia con Petkovic e pesca in area il compagno, che però calcia fuori. Dopo un tiro trascurabile di de Roon, prova Ilicic a risvegliare i suoi con una grande azione sulla fascia destra e un cross molto insidioso proprio col piede destro che sfiora la traversa ma si spegne in out opposto. L’Atalanta soffre e dopo un flipper da brividi in area al 9′, meno di sessanta secondi dopo la Dinamo passa con Leovac: Olmo spacca in due la nostra difesa e libera sulla destra Stojanovic, perso da Gosens, che crossa bene e pesca il centrocampista in mezzo che appoggia a rete il vantaggio. Primo tiro in porta subito nella sua storia in Champions e primo gol subito per l’Atalanta. Dal 20′ la Dea pare aver trovato un equilibrio, ma fatica comunque a costruire gioco, mentre la Dinamo pare sempre pericolosa quando si spinge avanti. Al 27′, l’arbitro Gil Manzano ammonisce, abbastanza incomprensibilmente, de Roon per un fallo che neppure c’era. Sulla seguente punizione, Orsic manda alto. Purtroppo per la Dea, il numero 99 si rifà poco dopo: al 30′ la Dinamo conquista un angolo dopo un’ottima diagonale di Gosens e sugli sviluppi del corner proprio Orsic, su assist di Leovac, mette in piattone nell’angolino. Gollini non può nulla ed è 2-0. Ancora una volta, però, pazzesco Olmo, che con un gran passaggio ha liberato Leovac al passaggio. L’Atalanta è completamente in bambola, non riesce a reagire e al 42′ prende addirittura il terzo gol: Olmo fa ancora una volta quel che vuole, mette in mezzo per Ademi che di testa appoggia per Orsic, che deve solo appoggiare il 3-0. L’incubo finisce dopo tre minuti di recupero, in cui si segnala soltanto, al 46′, il primo tiro in porta dell’Atalanta con Gomez ma facilmente bloccato da Livakovic. Adesso è dura ribaltarla, ma bisogna rivedere almeno la vera Dea.

 

 

FORMAZIONI UFFICIALI

L’attesa è finita: nella fresca Zagabria (ci sono 12°C), l’Atalanta di Gasperini è pronta al suo debutto storico in Champions League. Affronterà la Dinamo Zagabria, squadra certo non imbattibile, ma comunque molto ostica. Sono ben tremila i tifosi bergamaschi giunti sino in Croazia per questo match e i nerazzurri non vogliono fare brutte figure. Per questo Gasp ha scelto di schierare i migliori e non ci sono sorprese dal primo minuto, se non l’assenza di Palomino dal primo minuto per fare spazio a Djimsiti, protagonista di un ottimo inizio di stagione. Ma ecco le formazioni ufficiali:

Dinamo Zagabria (3-4-1-2): Livakovic; Theophile-Catherine, Dilaver, Peric; Stojanovic, Moro, Ademi, Leovac; Olmo; Petkovic, Orsic.

Atalanta (3-4-2-1): Gollini; Toloi, Djimsiti, Masiello; Hateboer, De Roon, Freuler, Gosens; Ilicic, Gomez; Zapata.

 

 

IL PREPARTITA
di Fabio Gennari

Il grande giorno è arrivato. Il ballo inizia stasera alle 21 sul campo di una Dinamo Zagabria che non è il Barcellona ma merita rispetto, in un catino che magari sarà parecchio rumoroso ma che è grande e dispersivo e con la squadra di Gasperini che sarà accompagnata da tremila bergamaschi carichi come molle. L’Atalanta giocherà oggi la prima partita di sempre in Champions League o Coppa dei Campioni che dir si voglia, un appuntamento da urlo che nemmeno nei sogni più belli potevamo immaginare. Invece ci siamo e ce la giochiamo. È l’unica cosa che conta.

 

 

Gasperini e le emozioni, una giornata da applausi. «È un’emozione positiva, ce la siamo conquistata sul campo dopo un campionato straordinario ed è la prima volta nella storia. Abbiamo sensazioni molto buone, siamo felici di poterci giocare certe partite e c’è grande curiosità per vedere di cosa si tratta: il livello è molto alto, vogliamo vedere cosa siamo capaci di fare». Il tecnico atalantino ha aperto i circa quaranta minuti di conferenza stampa della vigilia con queste parole e un po’ tutti siamo rimasti colpiti. Non tanto per il contenuto delle dichiarazioni quanto perché hanno certificato che ormai ci siamo. E il mister lo ha sottolineato poco dopo. «L’aspetto ambientale – ha aggiunto Gasperini – è certamente importante, ma si gioca sempre a pallone e anche in stadi importanti abbiamo fatto vedere cose egregie. Questa squadra ha giocato a Dortmund, in casa dell’Everton e anche nei più importanti d’Italia conquistando anche dei risultati ottimi. Sarà importante scendere in campo con le nostre caratteristiche, ormai grazie a internet si riescono a vedere le partite di tutte le avversarie: noi conosciamo loro e loro conoscono noi. Sarà fondamentale pensare a come riusciremo a fare la nostra figura e il nostro gioco, al turnover ci penseremo magari dalla Fiorentina».

 

 

Gomez e l’attesa: «È simile a prima dell’Everton». Vicino al tecnico nerazzurro si è seduto il capitano Papu Gomez, lui la Champions l’ha inseguita per molto tempo e adesso il sogno è diventato realtà. «È una grande emozione, cercheremo di fare quello che da tre anni mettiamo in campo nel campionato e proveremo a mostrarlo anche in Europa. Nella competizione più importante. Per Bergamo e per tutti i tifosi è un’occasione storica. La società ha sempre lavorato bene ma da quando è arrivato il mister è cambiata la mentalità, la crescita è stata incredibile. Non vogliamo fermarci». La vigilia è simile a quella che ha preceduto il ritorno della Dea in Europa dopo 26 anni (era Atalanta-Everton del settembre 2017): «La testa – ha aggiunto Gomez – è più o meno nella stessa situazione, la gente ci ha sempre fatto sentire l’importanza di certe avventure. L’Everton era molto forte, la Dinamo lo è altrettanto, quindi non credo ci siano cose diverse di cui tenere conto». Inevitabile anche un passaggio sulla duttilità del numero 10 argentino. «Se il mister mi sposta in tante posizioni significa che posso fare buone cose. Magari in alcune mi esprimo meglio, ma in generale cerco sempre di aiutare la squadra».

 

 

Formazione: giocano tutti i migliori. L’Atalanta è partita da Orio ieri nel primo pomeriggio ed è atterrata a Zagabria dopo nemmeno un’ora di volo. Il gruppo è al completo, le regole della Champions impongono di portare in panchina sette elementi e quindi ci saranno alcune scelte da fare. Di sicuro giocheranno i migliori con Gollini in porta, difesa a tre composta da Toloi, Djimsiti e Masiello e centrocampo formato da Hateboer e Gosens sulle corsie esterne e de Roon con Freuler in mezzo. In attacco, Gomez trequartista e Ilicic a supporto dello straripante Zapata. Le frecce a disposizione del tecnico a gara in corso sono Malinovskyi e Pasalic, oltre a Muriel. Il colombiano ha recupero dal problema al ginocchio di domenica a Genova e salvo colpi di scena dell’ultima ora sarà regolarmente in panchina. Al Maksimir sono attesi tremila tifosi della Dea in arrivo da Bergamo con oltre 45 bus e un aereo. Nel pomeriggio (ore 15) scenderà in campo anche la Primavera di Brambilla per l’esordio nella Youth League: anche per i “nerazzurrini” le emozioni saranno fortissime.

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